Il lato oscuro della Thailandia: scimmie sfruttate per raccogliere le noci di cocco

Il lato oscuro della Thailandia: scimmie sfruttate per raccogliere le noci di cocco

La denuncia della PETA

In Thailandia rappresentano un’attrazione turistica e spesso le si vede legate a un collare e portate a spasso per attrarre le persone interessate a fotografarsi con animali “esotici”. Ma il mercato delle scimmie cela un lato ancora più oscuro della semplice facciata volta a intrattenere i “dollari che camminano”.

Una recente inchiesta della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), un’importante associazione animalista a livello globale, ha smascherato una pratica disumana e crudele che si svolge in Thailandia: le scimmie vengono letteralmente sfruttate per raccogliere le noci di cocco destinate alla produzione di prodotti che vengono distribuiti in tutto il mondo e anche in Italia.

Le giovani scimmie vengono incatenate, chiuse in gabbie anguste, addestrate in modo abusivo e costrette a arrampicarsi sugli alberi per raccogliere fino a 1000 noci di cocco al giorno, al fine di incentivare un’industria economicamente molto produttiva per il Paese.

Nel 2019 la Thailandia ha esportato circa 12,3 miliardi di baht (396 milioni di dollari) di latte di cocco, di cui 2,2 miliardi di baht (71 milioni di dollari) all’Unione Europea e alla Gran Bretagna.

L’inchiesta

L’inchiesta, condotta sotto copertura dagli investigatori di PETA Asia, riguarda otto fattorie in cui le scimmie, tenute in cattività, vengono sottratte al loro habitat naturale e tenute incatenate o legate fino a quando non sono più utili all’industria del cocco.

Una volta che viene loro negata l’opportunità di muoversi liberamente, socializzare con gli altri o fare qualsiasi altra cosa significativa per loro, questi intelligenti animali perdono lentamente la testa. Spinti alla disperazione, camminano e girano all’infinito sulle macchie di terra sterile disseminata di spazzatura alla quale sono incatenate fino alla morte.

Le scimmie vengono anche sfruttate per divertire e stupire i turisti occidentali, divenendo poveri intrattenitori di un circo a cielo aperto.

L’invito al boicottaggio

La PETA UK ha invitato i supermercati inglesi a boicottare i prodotti a base di cocco provenienti dalla Thailandia; così il supermercato Ocado si è impegnato a non rifornire prodotti di fornitori che usano il lavoro delle scimmie, così come la società americana World Market e la multinazionale Ahold Delhaize.

Nonostante la campagna di PETA abbia scosso gli animi a livello internazionale, il Ministro del Commercio Thailandese Jurin Laksanawisit ha respinto le accuse e ha dichiarato che la raccolta di cocco da parte delle scimmie non è una parte importante del settore e che gli animali rappresentano per lo più un’attrazione turistica e non vengono assolutamente sfruttate.

Nel frattempo, evitiamo di consumare prodotti a base di cocco provenienti dalla Thailandia fino a quando non verrà fatta totale chiarezza su questa terribile pratica.

Leggi anche:
Thailandia: parchi nazionali chiusi ogni anno per proteggere gli animali
Circo, nessuna Regione può salvare gli animali
Los Angeles vieta gli animali selvatici ai party dei vip

Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

Potrebbe interessarti anche

Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy