Il latte fa male? Non è vero, è solo l’ennesima bufala del web

Valeria Del Balzo, biologa nutrizionista della Società italiana di scienza dell’alimentazione, smentisce le chiacchiere che circolano in rete …

… e sottolinea i benefici derivanti dal consumo di questo alimento e dei suoi derivati.

Non è vero che acidifica il sangue, mettendo a rischio la salute delle ossa. Non è vero che fa ingrassare né che accresce i livelli di colesterolo, così come non è vero che predispone allo sviluppo di tumori. Tra le tante vittime delle “bufale alimentari” sul web c’è anche il latte vaccino: in rete circolano articoli e post secondo i quali il consumo di questo alimento nuocerebbe alla salute. Ma si tratta di falsi miti che il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), principale ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari, ha voluto sfatare con una giornata dedicata all’argomento.

Anche Valeria Del Balzo, biologa nutrizionista della Società italiana di scienza dell’alimentazione, intervistata da Peopleforplanet, smentisce le chiacchiere che circolano in rete su latte e derivati e sottolinea i benefici derivanti dal loro consumo: “Latte e derivati, se consumati secondo le raccomandazioni nutrizionali, contribuiscono a fornire macro e micro-nutrienti essenziali durante tutto l’arco di vita. Non ci sono evidenze scientifiche che attestino che il loro consumo sia nocivo”, consigliandone l’assunzione all’interno di una dieta varia e bilanciata secondo le raccomandazioni dei Larn, i Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana.

Diversi benefici

“Tanto per iniziare il latte contiene molta acqua, ed è quindi un alimento molto idratante – spiega l’esperta-. A fronte di poche calorie, ha una densità nutrizionale elevata: contiene proteine animali di alta qualità biologica che forniscono all’organismo  amminoacidi essenziali e diversi micronutrienti tra cui spicca in particolare il calcio, che è altamente biodisponibile e, quindi, viene assorbito dal nostro organismo in quantità elevata rispetto al calcio contenuto negli alimenti di origine vegetale (cicoria, cime di rapa, rucola, lattuga). Completano il profilo nutrizionale le vitamine A e D e gli acidi grassi a catena corta, alcuni dei quali sono particolarmente importanti perché contribuiscono al mantenimento del microbiota intestinale, proteggendo da diverse malattie come obesità, diabete di tipo 2, dislipidemie e tumori, tutte condizioni che hanno in comune lo squilibrio della flora batterica intestinale che, in un meccanismo a cascata, comporta infiammazioni che vanno ad alterare il sistema immunitario favorendo l’insorgere di queste patologie. Altre sostanze presenti nel latte, i peptidi, hanno poi varie azioni protettive nei confronti del nostro organismo, pur se non nutrizionali, preservando ad esempio dal rischio cardiovascolare e dall’invecchiamento grazie alla prevenzione della formazione di radicali liberi nelle cellule”. Il consumo di yogurt e di prodotti caseari, spiega l’esperta, è consigliato anche a chi è intollerante al lattosio, con l’accortezza di scegliere, tra le diverse proposte in commercio, prodotti privi di questa sostanza.

Importante per le ossa

Le porzioni raccomandate dai Larn è di 250 grammi al giorno tra latte e yogurt. “Questa quantità garantisce un ottimo apporto di calcio fondamentale per proteggere le ossa, e aiuta almeno fino ai primi 30 anni di vita a garantire un buon metabolismo dell’osso e raggiungere la cosiddetta ‘massima densità ossea individuale’, in grado di proteggere le ossa dall’osteoporosi in età adulta”, spiega Del Balzo. “Ma possono essere consigliate anche porzioni maggiori, ad esempio negli sportivi o in soggetti con particolari necessità di fabbisogno energetico”.

Non è vero che acidifica il sangue

Una teoria che circola nel web è che il consumo di latte e latticini provochi una perdita di calcio dalle ossa in seguito all’acidificazione del sangue, contribuendo allo sviluppo dell’osteoporosi. “Questa affermazione non ha alcun fondamento scientifico. Per acidificare il sangue e mettere in funzione questo processo significa che si è in una condizione di patologia. Nessun alimento da solo può arrivare a innescare questo meccanismo”, spiega Del Balzo.

Nessun allarme per il contenuto di grassi

Per quanto riguarda i grassi del latte, il loro contenuto è relativamente basso (circa 3,6 % nel latte intero, 1,8% in quello parzialmente scremato) e “alcuni di essi svolgono un ruolo positivo per il nostro organismo, perché forniscono energia e contribuiscono al mantenimento in salute del microbiota intestinale, preservando l’organismo da numerose malattie, soprattutto se si scelgono latte scremato e prodotti caseari fermentati e a basso contenuto di grassi. Molto limitato è poi il contributo del consumo di latte all’apporto totale di colesterolo alimentare. Più attenzione va posta ai formaggi, limitandone le quantità”. 

Formaggi due volte a settimana

Se per quanto riguarda il latte e lo yogurt la quantità consigliata per il consumo è di 250 grammi cumulativi al giorno, per i formaggi si parla di porzioni da 100 grammi se freschi, o da 50 grammi se stagionati, due volte a settimana.

Latte e rischio tumorale

Un altro mito da sfatare è il collegamento tra consumo di latte e aumento del rischio di sviluppo di tumori. “L’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, interpellata al riguardo ha affermato che non c’è un legame scientificamente dimostrato tra i fattori di crescita tumorali e l’assunzione di latte”, spiega Del Balzo. Al contrario, si legge in un documento del Crea, “è stato osservato un effetto protettivo per il tumore del colon-retto, mentre esistono solo prove limitate riguardo l’associazione tra un consumo molto alto di latte e derivati, superiore a 400 grammi al giorno, e l’aumento del rischio di sviluppare il tumore della prostata”.

 

 

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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