Il Mater-Bi biodegradabile per la pacciamatura biologica

La bioplastica Mater-Bi di Novamont è stata certificata conforme dall’Associazione Italiana Agricoltura Biologica

Questa certificazione ha lo scopo di poter garantire a tutti gli agricoltori e utilizzatori professionali prodotti, come i teli per la pacciamatura, ovvero per ricoprire i terreni intorno alle coltivazioni, che, oltre a rispettare la normativa vigente sui mezzi tecnici ammissibili in agricoltura biologica, siano compatibili con l’ambiente e rispondano a requisiti tecnici ed etici di sostenibilità.

Cos’è la pacciamatura

La pacciamatura è la pratica agronomica con cui è possibile prevenire la crescita delle erbe infestanti, isolare le radici delle piante dalle basse temperature e anche evitare l’evaporazione acquea troppo veloce; viene in genere realizzata ricoprendo il suolo libero attorno alle colture con materiale naturale o plastico.

Rispetto alle soluzioni naturali, il materiale plastico realizza una copertura maggiore rispetto agli sbalzi termici stagionali e agli infestanti, ma ovviamente deve essere poi rimosso e costituisce un rifiuto.

I teli in Mater-Bi di Novamont che hanno ottenuto la certificazione AIAB sono dunque utilizzabili per le coltivazioni biologiche e non devono essere rimossi alla fine del loro impiego. È stato sperimentato, con ottimi risultati agronomici, che il telo è utilizzabile in diverse condizioni ambientali e su colture con cicli diversi; inoltre, grazie alla biodegradabilità in suolo ad opera dei microorganismi naturalmente presenti, non necessita di essere recuperato e smaltito al termine del ciclo colturale.

Quali altri vantaggi ambientali hanno questi teli

Inoltre, Novamont, AIAB e Bioagricert (organismo di controllo e certificazione delle produzioni biologiche) hanno messo a punto uno standard specifico che prevede che i teli per la pacciamatura per l’agricoltura biologica abbiano il massimo contenuto di materia prima rinnovabile, che siano derivati da fonti naturali rinnovabili e NON OGM.

Questo significa che il materiale e il telo non devono contenere tracce di DNA ricombinante, e che le materie prime devono essere caratterizzate da opportune attestazioni NON OGM che garantiscano la totale biodegradabilità in suolo, in conformità con lo standard europeo di riferimento UNI EN17033: questo standard implica la verifica degli aspetti rilevanti d’uso e di fine vita (valutazione di come può essere riutilizzato, rimpiegato o riciclato come rifiuto) e l’assenza di qualunque effetto tossico per l’ambiente.

I quantitativi di plastica evitati e la preservazione del suolo

In Europa vengono utilizzate annualmente circa 85.000 tonnellate di teli plastici per pacciamatu­ra per una superficie totale di 460.000 ettari. I teli per pacciamatura in plastica tradizionale (non biodegradabile) oltre a dover venire rimossi dal campo al termine del ciclo di coltivazio­ne, si trovano spesso contaminati da residui colturali che possono incremen­tare il peso del 65% rispetto al telo nuovo.

Rimuovendo il telo vengono rimossi anche terreno e sostanza organica (SOM) con­tenuta nel suolo; stimando che una percentuale pari all’1,2 % di sostanza organica venga rimossa con questa operazione in un anno, si arriva ad una quantità di 1.800 tonnellate di SOM rimossa ogni anno. Scegliere di utilizzare i teli agricoli biodegradabili in suolo significa anche contrastarne il degrado, ed evitare la contaminazione con plastiche non biodegradabili.

«I suoli sono una risorsa non rinnovabile sempre più fragile e minacciata da una gestione insostenibile, dall’inquinamento e dalla progressiva desertificazione. Per contrastare questo fenomeno, la nostra ricerca da sempre ha lavorato allo sviluppo di prodotti che contribuiscano a preservare la fertilità e la funzionalità del suolo”, ha dichiarato Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont.

Infine, i teli di pacciamatura certificati biodegradabili in suolo in MATER-BI possono essere considerati uno strumento per rispondere agli obiettivi dello sviluppo sostenibile (OOS/SDGs – Sustainable Development Goals) delineati dalle Nazioni Unite per il territorio, l’ambiente e la società quando impiegati nelle tecniche di coltivazione.

Altre fonti:
LaStampa.it
Novamont.com

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Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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Elisa Poggiali

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