Il mercato dell’arte non è più lo stesso

Festival, mostre, performance: l’arte esce dalle gallerie per entrare nelle città e sul Web

Capita sempre più spesso di entrare in un aeroporto, in una stazione ferroviaria o in metropolitana e trovare delle vere e proprie mostre di artisti più o meno conosciuti. E allora chi aspetta di salire sull’aereo e sul treno si gode per qualche minuto qualcosa di bello e si sa, il bello aiuta a vivere meglio.

A questi nuovi siti, o Hub come dicono quelli bravi, si aggiungono le fiere d’arte moderna e contemporanea che si tengono nelle varie città: Art Verona, Arte Fiera a Bologna, Miart a Milano, Artissima a Torino. Non si tratta solo di mostre ma, come nel caso del IV Festival dell’Outsider Art – Arte Irregolare che si è tenuto a Verona dal 4 al 6 ottobre, l’evento comprende anche performance, convegni, film, spettacoli diventando manifestazione culturale a tutto tondo.

E allora l’arte arriva anche a chi di solito di arte non se ne intende, a chi non frequenta le gallerie blasonate.

E il mercato a questo punto? Va meglio?

In realtà la questione è più complessa: se fino al 2008 l’arte era un investimento anche a rischio, nel senso che si scommetteva su un autore e si acquistava un’opera sperando che si sarebbe rivalutata nel tempo, oggi la crisi ha reso i compratori più prudenti e chi se lo può permettere acquista solo le opere di autori affermati. In pratica, come in altri settori è scomparso il compratore “medio”, rimangono i ricchi che vanno sul sicuro acquistando soprattutto autori stranieri.

È cambiato il mondo e i giovani

Dimentichiamoci il giovane artista che, cartella di disegni sotto il braccio, si presenta al gallerista chiedendo supporto. Oggi i ragazzi si organizzano diversamente facendo rete, rivolgendosi ai propri simili anche all’estero utilizzando, specie nei primi approcci, in maniera massiccia il Web.

Insomma, l’immagine dell’artista che incontra il mecenate che scommette sul suo futuro e lo accompagna nella crescita è roba d’altri tempi. I giovani artisti si aiutano da soli partecipando a mostre collettive autogestite, concorsi, borse di studio all’estero. L’artista moderno parla perfettamente un paio di lingue, viaggia, si confronta, crea relazioni, scambi.

Ed esce dagli schemi: se fino a  pochi anni la distinzione tra Arte “Insider” e Outsider era netta – da una parte gallerie, curatori paludati, artisti protetti e dall’altra i “battitori liberi” – oggi il confine si è sfumato e l’artista è protagonista della propria arte e del proprio essere artista.

Restate in contatto, ne vedremo delle belle.

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Immagine: opera di Augustine Noula, Collettivo Artisti Bolognesi

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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