Il miracolo italiano delle lumache prelibate

Il miracolo italiano delle lumache prelibate

Non vogliono che si chiamino lumache, perché hanno il guscio quindi sono chiocciole.

“Anche nella legge si sono sbagliati e le hanno chiamate lumache”.

Sono a Bra, nel tempio del cibo Slow Food: qui all’Osteria del Boccondivino, dove è nato tutto.
Petrini era entusiasta che avessero trovato sede in una via con un nome così culturale: via della Mendicità Istruita 14.
Silvio Barbero, amico da tempo immemorabile, una colonna dello Slow Food, prima che esistesse, quando la Banda Petrini aveva iniziato a mettere su libreria, supermercato autogestito, radio libera mi racconta cosa sta combinando adesso (oltre a sognare la prima università diffusa del gusto).
La sua ultima esperienza è in sostegno dell’Istituto di Elicicoltura di Cherasco. Che certo con i nomi hanno problemi perché ELICICOLTURA non è una parola ma uno scioglilingua. Comunque la storia è incredibile. Innanzi tutto c’è una grande potenzialità delle chiocciole: siamo grandi consumatori ma per il 70% le importiamo dal Nord Africa e dal Sud America, soprattutto perché allevarle in Italia era problematico: a partire dai problemi burocratici (ma chi l’avrebbe mai detto!). Infatti, come la classifichi la lumaca? Non puoi metterla tra i crostacei marini perché è una bestia meno problematica dal punto di vista sanitario, la chiocciola non c’ha i vibrioni del colera! È pulita, educata, mangia solo vegetali all’aria aperta. Quindi la prima battaglia che hanno dovuto fare quelli dell’Istituto della Chiocciola (cambiate nome!) è stata dimostrare che siccome essa vive nei prati e mangia l’erba non è una creatura marina ma è tale e quale a una mucca. Più piccola e senza orecchie ma è una mucca. E l’hanno spuntata!

Poi a Cherasco si sono messi a studiare la situazione e hanno inventato il Metodo Cherasco che non solo è bio e rispettoso della vita e dei sentimenti della chiocciola ma si basa su una ricerca pazzesca sui cibi che la rendono più buona. Allevarle non è semplice perché dopo un po’ che stanno in un recinto hanno sbavato dappertutto e non mangiano l’erba che loro stesse hanno sbavato.
Il metodo tradizionale era quello di mettere dei cartoni nel recinto, le lumache sono golose di cellulosa e ci si buttavano sopra. Poi però ne morivano parecchie perché nel trasporto cadevano dal cartone oppure facevano indigestione di cellulosa e di colla del cartone. Allora hanno inventato la migrazione spontanea che si basa su campetti limitrofi: le chiocciole si spostano attirate dall’erba fresca e altre delizie tipo carote e foglie di cavolo, non devi neanche spingerle. Certo non puoi pretendere che corrano perché sono delle lumache ma comunque si spostano… Basta un po’ di Santa Pazienza.
Ma l’altra genialità di questi prodi piemontesi riguarda la bava di lumaca. Preziosissima come cicatrizzante e come riparatrice dei danni del tempo sulla pelle. Una Mano Santa! (Scusate la pioggia di maiuscole ma a me la chiocciola mi rende religioso). Anche qui una botta di genio e di umanità amorevole.
Il sistema tradizionale per mungere le chiocciole era quello di buttare loro addosso sale, aceto o sostanze acide che facevano soffrire orribilmente le chiocciole. Per difendersi emettevano bava. Dopodiché non erano commestibili e venivano abbattute e buttate via.
A Cherasco hanno inventato Muller One, un macchinario che fa godere la lumaca mettendola al calduccio con un po’ di ozono. La lumaca gode ed emette bava di alta qualità. E oltretutto l’ozono è un battericida! Praticamente fai fare alla chiocciola un giro in sauna!!! Che genialità.

E la cosa straordinaria è che la bava di chiocciola è preziosa e rende agli allevatori quanto la carne. Insomma c’è il mercato, c’è sia l’ecotecnologia che la super qualità, ci sono chiocciole adatte a tutti i climi italici, è ora di farlo sapere in giro: servono centinaia di cowboy armati di lazo e speroni che allevino le chiocciole selvagge.

Ps: Attenzione, il caviale di lumaca è invece una sòla perché costa un botto ma non sa di niente. Il solito colpo di testa dei francesi!

Altre informazioni sul Metodo Cherasco qui nel video

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.