La “Fase 2” si allontana: cosa dicono gli esperti, cosa permette il nuovo Decreto

La ripartenza del Paese appare sempre più complicata (e lontana). E anche un esperto come Ernesto Burgio ammonisce “Attenzione ai cretini”

Zittire i cretini

“La madre dei cretini è sempre incinta” recita un detto popolare.
Ed è proprio di loro che Ernesto Burgio – pediatra, esperto di Epigenetica e biologia molecolare nonché presidente del comitato scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale – in un’intervista a Businnessinsider.it afferma di aver timore: più ancora che dei politici e delle loro innegabili responsabilità nella gestione dell’emergenza. Perché i cretini “sono sempre in giro e continuano a ripetere imperterriti – e molti purtroppo sono biologi e medici – che il virus è stato sopravvalutato, che le morti non sono realmente causate dal virus e via discorrendo.” 

Per capire che si tratta di affermazioni intollerabili basterebbe guardare ai numeri legati al Covid-19: e quelli ufficiali, ancorché considerati da molti sottostimati, sarebbero di per sé già sufficienti. Per evitare discussioni sulla giustezza dei calcoli (quanti tamponi? quanti ricoveri? che percentuali reali?) Burgio avvisa: “L’unico dato su cui possiamo basarci sono i decessi, e se già da un pezzo siamo sui 600-700 morti al giorno non si può dire che sta rallentando solo perché abbiamo meno casi accertati e quindi meno ricoveri”.

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Aiutare il governo a mantenere le misure di contenimento

Dunque, a leggere i dati di questi ultimi giorni sembra che si sia ancora lontani dal poter cantare vittoria. “Se va bene – dichiara Burgio – siamo arrivati vicino al plateau ma non ancora a un calo: è inutile rassicurare, perché la gente poi non si fida più. A questo punto dobbiamo mettere a tacere i cretini di cui parlavamo prima, e cercare di aiutare il governo e i tecnici – che ormai dovrebbero aver capito la situazione – a mantenere le misure di contenimento con sufficiente rigore fino a quando siamo sicuri che ci sono buone possibilità di avere rallentato la corsa del virus e soprattutto di avere veramente isolato gli ultimi focolai residui di questo disastro. 

Anche il prof. Burgio, dunque, come tanti altri, mette in guardia governo e regioni dall’avere fretta: tenere ancora tutto fermo per almeno un mese, con la speranza di poter avere una parziale riapertura di alcune parti del circuito economico-finanziario intorno a metà maggio, sempre che si confermi la quasi-scomparsa dei casi.

Le timidissime riaperture del Decreto del 10 aprile

Nel frattempo – accompagnato dalla ormai consueta (per la presenza, non per i toni, oggi) conferenza stampa del Presidente del Consiglio Conte delle 19.35 – è stato firmato il nuovo decreto, che conferma quanto già trapelato oggi, 10 aprile, sulla stampa e i media online: il Governo ha deciso di tenere alta la soglia dell’attenzione, soprattutto guardando alle festività pasquali, al 25 aprile, al 1. maggio. Una posizione prudente, dunque, che conferma l’atteggiamento di accoglienza da parte della politica dei consigli del mondo medico-scientifico.

In sintesi: no alla riapertura delle attività produttive, come invece richiesto nei giorni scorsi da Confindustria. Il tessuto produttivo, ha affermato Conte, verrà fatto ripartire solo quando si potranno garantire quelle condizioni di sicurezza che ancora mancano.

Ma qualche piccola timida apertura è stata concessa: a partire dal 14 aprile potranno riaprire librerie e cartolerie, le aziende legate al mondo dell’agricoltura e della silvicoltura, i negozi di prodotti per bambini e neonati (perché sì, in tutto questo, grazie a Dio i bambini continuano a nascere!)
Chi lavora con il pubblico (e probabilmente sarà una regola che terremo per mesi) deve garantire, oltre alle distanze di sicurezza, l’erogazione di disinfettanti per le mani, l’uso dei guanti e accessi scaglionati nei locali.

Per noi cittadini la luce in fondo al tunnel si è spostata ulteriormente in avanti, al 4 maggio.

Ed è, non lo si può negare, una luce che rimane ancora molto fioca.

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Foto di Peter H

Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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Maria Cristina Dalbosco

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