Il murales mangia-smog conquista l’Europa (e le scuole di Milano)

Da Amsterdam al Nord America la voce (dipinta) contro la CO2

L’esperimento italiano partito da Roma nel 2018 fa scuola e arriva in Olanda e negli USA, esempio d’arte e imprenditoria femminile green italiana. Si tratta della serie di murales mangia-smog promossi da Veronica De Angelis con la sua no profit Yourban2030, che nel 2021 diventa modello da esportare, non solo in altre città italiane, ma anche all’estero.

La novità ad Amsterdam

È così che la street art green è arrivata in Olanda, ad Amsterdam, con il primo murales mangia-smog dei Paesi Scandinavi, Diversity in Bureaucracy: un atto artistico per riflettere sul tema della disuguaglianza, affidato alla street artist olandese JDL, 100 mq di arte per neutralizzare ogni giorno le emissioni di 20 auto a benzina.

Sulle scuole di Milano

Sempre nel 2021, a Milano, William Griffini, Ceo di Carter & Benson, metterà in cantiere una serie di murales Green sui muri delle scuole del capoluogo lombardo e il messaggio è arrivato anche in Nord America, dove alla giovane imprenditrice romana è stata data l’esclusiva per trasformare muri in opere d’arte mangia-smog.

Smog, cura e bellezza verso Glasgow

Con il 2021 si apre il decennio decisivo del cambiamento climatico. La conferenza delle Nazioni Unite nota come COP26, prevista a Glasgow a novembre 2021, segnerà un passaggio fondamentale. Non solo: il 2021 è anche stato dichiarato l’Anno Internazionale dell’Economia Creativa per lo Sviluppo Sostenibile (in inglese, International Year of Creative Economy for Sustainable Development) dalla 74a Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Ecco allora che la cura, la vivibilità del territorio, la qualità della vita e la riqualificazione urbana messe in atto da De Angelis per la prima volta a Roma, in alcuni dei quadranti cittadini più inquinati della capitale, rappresentano interventi creativi a tutela dell’ambiente che si sono rivelati al tempo stesso oggetti d’arte per il rilancio del territorio e per la sua vivibilità estetica.

Veronica De Angelis, cosa pensa delle attuali politiche delle capitali europee contro lo smog?

“Serve uno sforzo congiunto da parte di tutti i Paesi dell’UE per sviluppare politiche e piani di attuazione concreti e rapidi. L’Europa è ancora molto divisa, con Paesi più attenti e in linea con le direttive EU e altri, come l’Italia, ancora molto indietro. Secondo uno studio di Lancet Planetary Heath, le due città in testa alla classifica di morti premature legate all’inquinamento da PM2.5 sono Brescia e Bergamo, ma tra le prime dieci troviamo anche Vicenza e Saronno, mentre le città italiane in cui l’inquinamento da NO2 colpisce di più sono Torino (al terzo posto) e Milano (al quinto)”. 

La raccolta firme per far pagare la CO2

“Yourban2030 – continua De Angelis – ha aderito alla campagna di raccolte firme “Stop Global Worming”, che si propone di introdurre un prezzo minimo per le emissioni di CO2, partendo da 50 euro per tonnellata di CO2 dal 2020 fino a 100 euro entro il 2025. Al contempo puntiamo ad abolire l’attuale sistema di quote di emissione gratuite per coloro che inquinano nell’UE e introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da Paesi terzi, in modo da compensare i prezzi più bassi delle emissioni di CO2 nel Paese esportatore. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni verranno dirottate verso le politiche europee che sostengono il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili e impiegate per ridurre l’imposizione fiscale sui redditi più bassi”.

Per sostenere questa campagna di raccolta firme e sensibilizzare presto sarà installata una targa QR code sotto il murals Hunting Pollution, con l’invito a firmare la petizione sul sito.

Come vede il futuro dell’Italia e dell’Europa?

“È difficile fare previsioni. Il rapporto dell’AEA sulla qualità dell’aria in Europa Air quality in Europe 2020 report mostra che nel 2018 sei Stati membri hanno superato il valore limite dell’Unione Europea per il particolato fine (Bulgaria, Cechia, Croazia, Italia, Polonia e Romania). Solo quattro Paesi europei (Estonia, Finlandia, Irlanda, Islanda) presentavano concentrazioni di particolato fine inferiore ai valori guida più restrittivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il rapporto mostra però che le politiche dell’Unione Europea nazionali e locali e le riduzioni delle emissioni in settori chiave hanno migliorato la qualità dell’aria in tutta Europa”.

“A mio avviso bisogna continuare ad attuare delle politiche di crescita economica che trasformino l’Unione Europea in un paese moderno competitivo e soprattutto sostenibile. Questo è possibile trasformando le sfide climatiche in opportunità, bisogna fare in modo che questa transizione crei un volano per l’economia che sia inclusivo per tutti”.

Cosa ne pensa di Milano?

“Nella città di Milano stiamo lavorando a un nuovo progetto che si svilupperà sulle scuole. Credo che Milano sia la più attraente e fiorente città italiana, sia da un punto di vista economico che sociale. Al contempo però il tasso di inquinamento è estremamente alto. Come polo di grande attrazione per investitori nazionali e internazionali spero che Milano non sprechi l’opportunità di dare un esempio di buone pratiche e politiche economiche rispettose dell’ambiente.

Crede che opere d’arte come le sue possano contribuire realmente all’abbassamento degli inquinanti – e dunque che andrebbero tappezzati i palazzi – o crede che servano piuttosto a sensibilizzare, a invitare le persone e la politica a un cambiamento più strutturale?

“Le opere d’arte che sviluppiamo con YOURBAN2030 servono in molti casi soprattutto a sensibilizzare, ad accendere un riflettore su alcune tematiche, tra cui l’inquinamento e la sostenibilità, e allo stesso tempo a portare bellezza e arte negli spazi pubblici. Sarebbe un’utopia immaginare che tutti gli edifici possano essere dipinti con tecnologie quali Airlite. Così come credo che l’arte debba sempre trovare una sua collocazione per avere un riscontro positivo. La nostra sfida come Yourban2030 è quella di spingere alla riflessione e di parlare con la città attraverso le nostre opere, sperando che questo sia anche uno stimolo per chi le città le governa a fare di più e a impegnarsi per sostenere politiche rivolte a un futuro più sostenibile”.

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

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