Il numero quasi perfetto di Igort – La celebre graphic novel diventa film

Gaffe e autocritica di Servillo sul fumetto

Una graphic novel epica e leggendaria. Vincitrice di numerosi premi di settore all’uscita agli inizi del secolo ma soprattutto racconto di culto, spesso ben riposta negli scaffali dei fumettari ipercompetenti e di quelli occasionali. 

Cinematografica per concezione e noir nell’essenza aveva da tempo creato attese da grande schermo. Diritti e progetti arenati ne avevano alimentato aspettative. Finalmente Toni Servillo, con la sua aurea di re Mida dei gran personaggi, ha convinto l’autore Igort – al secolo Igor Tuveri – a mettersi dietro la macchina da presa dopo aver doviziosamente sceneggiato e diretto artisticamente la messa in cinema della sua raffinata opera d’arte grafica.

Prodotto da un validissima compagine indipendente europea capitanata da Marina Marzotto e girato tra la Campania e la Sardegna dell’autore che però come si addice ad un fumettista di successo vive a Parigi, “5 è il numero perfetto” è una splendida pennellata di vecchi camorristi in una Napoli anni Settanta plumbea come “Blade runner” e mai cartolina dove non tutto segue pedissequamente la novella grafica ma ne mantiene impianto narrativo e concept creativo.

Dalla pagina al movimento la cura dei dettagli è maniacale e si sdoppia con successo. Le automobili, la pubblicità scenario d’antan, i film al cinema, le cabine telefoniche, l’immancabile caffè, il napoletano filologico che diventa filosofia appassionano l’occhio e probabilmente soddisfano meglio chi era digiuno della novella.

Alcuni puristi storcono il naso vedendo il trucco del protagonista Peppino Lo Cicero che a detrattori e sostenitori ricorda quello di Dicky Tracy, ma che il raffinato Gianni Canova associa al Duca di Urbino di Piero Della Francesca. Servillo gigioneggia (qualche volte esagera) ma giganteggia in movenze e voce declamatoria. Fanno corona brillante un Buccirosso melanconico Totò ‘o macellaio e Valeria Golino a suo agio tra sparatorie e letture del Gattopardo. Cameo per Iaia Forte, Nello Mascia richiama un personaggio da Sindaco del Rione Sanità, indovinati i caratteristi dei ruoli minori molto a loro agio nel ruolo di malamente (fumettistici?) e per niente gomorristi.

Coreografate le numerose sparatorie che Igort ha mosso tra ispirazioni alla Tarantino (ma senza troppo sangue) e film da Kung Fu, genere che viene omaggiato secondo versione originale con citazione  di “Cinque dita di violenza” e c’è anche un tributo inedito per “Totò e Cleopatra”

Splendidi cappelli (gadget di gala al lancio alla Mostra di Venezia dove il film è approdato con risalto in una sezione collaterale), fotografia d’autore del belga Bruel (quello di Dogman), tappeto sonoro adeguato con aggiunta di filologiche song “napulitane”. 

Cinema puro quello di Igort che non è mai volutamente realista e realizza arte da godere negli occhi nelle rappresentazioni sceniche della storia ma anche negli splendidi raccordi ideati per illustrare i titoli degli episodi declamati dall’Io narrante di Servillo-Lo Cicero.

Immagine e visione diventano buon intrattenimento, facce indimenticabili, creazione di mondi inventati come quello di Parador. 

E c’è stato spazio teorico per una polemica su quanto vale l’arte del fumetto. Toni Servillo, nell’orgia di interviste veneziane a Repubblica si è lasciato scappare la dichiarazione sulla “riduttività” dell’arte fumettara. Allo scatenarsi populista e settoriale degli amanti del genere l’attore ha subito fatto autocritica con un comunicato dato al sito Fumettologica dichiarando: «Riconosco pari dignità artistica e letteraria a tutti i tipi di espressione fumettistica, e pari dignità a tutte le forme di espressione artistica. Ho sempre riconosciuto il profondo valore della nona arte (tutta la nona arte, che purtroppo ancora oggi viene spesso trattata come un’arte di seconda categoria) e continuerò sempre a riconoscerlo e a promuoverlo.» 

La settima arte approva e ringrazia. 

La locandina di “5 è il numero perfetto” di Igor Tuveri
Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.

Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.