Il nuoto italiano: programmazione che funziona da Nord a Sud

Dietro gli ottimi risultati dei Mondiali c’è la crescita globale del movimento, non solo le punte di diamante

L’Italia che funziona. O comunque un’Italia che funziona. È quella del nuoto. Che funziona da Nord a Sud.

Ai mondiali di Gwanju, in Corea del Sud, vince (ancora) con la fuoriclasse Federica Pellegrini che si allena in Veneto. Vince con la romana Simona Quadarella e con Gregorio Paltrinieri che si allena a Ostia. Sorprende con la quattordicenne Benedetta Pilato, medaglia d’argento nei 50 rana, che ogni giorno percorre sessantadue chilometri tra andata e ritorno per allenarsi vicino casa, a Taranto. Poi lei si allena in una piscina da 25 metri perché quella da 50 è troppo lontano. È il problema delle infrastrutture. Ma l’organizzazione tecnica della Federnuoto funziona. Eccome. Senza dimenticare l’oro nella pallanuoto.

La conferma non è soltanto nel medagliere; quattro ori, sei argenti e cinque bronzi. Più pesante di quello di due anni fa a Budapest (ci sono due argenti in più e quattro bronzi in meno). Non è record: a Fukuoka, nel 2001, gli ori furono sei. Ma è la seconda miglior prestazione di sempre. Soltanto sei anni fa, ai mondiali di Barcellona, l’Italia tornò a casa con un oro, tre argenti e un bronzo: e in piscina andarono a medaglia soltanto Pellegrini (seconda) e Paltrinieri (terzo).

Ora è diverso. La conferma della crescita complessiva è nel miglioramento globale del nuoto italiano. Quattordici i record italiani battuti nella vasca olimpica di Gwanju (su quaranta discipline). Vuol dire che è cresciuto tutto il movimento. Che c’è un lavoro di programmazione e crescita che è stato rispettato. E ricordare i nomi dei nuovi primatisti rende l’idea della profondità del percorso: Filippo Megli, Gabriele Detti, Gregorio Paltrinieri, Fabio Scozzoli, Federico Burdisso, le due staffette stile libero maschile, Simona Quadarella, Benedetta Pilato, Martina Carraro, Elena Di Liddo, la staffetta mista femminile 4×100 e la staffetta mista 4×100 uomini e donne. 

E al Sud, ad esempio, oltre alla già citata 14enne Pilato, ci sono Elena Di Liddo di Bisceglie che si è piazzata quarta al mondo nei 100 farfalla, o De Tullio, quinto nei 400 stile libero, che da Bari si è trasferito a Ostia per allenarsi al Centro federale.

Lo sport è anche politica. Tutto è politica. Paolo Barelli, presidente della federazione, avversario di Malagò nella corsa alla presidenza del Coni, rivendica che sono sottopagati rispetto ad altri sport di squadra e cita rugby e pallavolo: “E non possiamo certo dire di essere meno vincenti”, ricorda la Gazzetta. Soprattutto spiega come funziona la preparazione a un evento come i Mondiali.

«Non faccio polemica, ma i risultati, l’attività svolta, sono sotto la responsabilità della federazione. Come la scelta dei tecnici, dei collegiali, delle sedi, la gestione del budget. Il Coni ci dà circa 9-10 milioni, ma per far girare questa macchina ci siamo dovuti mobilitare. Siamo come un’industria, ma di volontari e dilettanti».

Al di là della polemica politica, è una dichiarazione che rende l’idea dello sforzo che c’è dietro i risultati raggiunti dagli altri sport. Gli sport che non sono il calcio. Che non muovono centinaia di milioni di euro. Sport su cui i riflettori sono perennemente spenti ed è in quei lunghissimi periodi di buio che si lavora, quasi sempre in provincia, per farsi trovare pronti quando l’occhio di bue si accenderà e l’Italia, gli italiani e i media torneranno ad accorgersi che esistono il nuoto, la scherma, anche l’atletica

Immagine: Disegno di Armando Tondo

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

Massimiliano Gallo

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Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.