Il Pantheon del Gargano: Peppino il pescatore diventa il “Dio del mare”

Il Pantheon del Gargano: Peppino il pescatore diventa il “Dio del mare”

Un progetto di street-art a cura del fotografo Alessandro Tricarico

I luoghi che attraversiamo hanno sempre una storia da raccontare, la terra che calpestiamo conserva una memoria storica ed esperenziale e l’arte è la fonte che ci permette di far risalire a galla narrazioni altrimenti dimenticate.

Così sul Gargano nasce Pantheon, un bellissimo progetto a tappe che ha l’obiettivo raccontare la storia sacra e profana degli abitanti e dei luoghi del Gargano. Ogni tappa sarà caratterizzata dalla celebrazione delle persone che abitano quelle zone, divinità in carne e ossa che hanno fatto la storia del territorio. Ogni tappa si concluderà con un rito collettivo nel luogo scelto come tempio celebrativo.

L’idea è stata partorita dal fotografo e street-artist Alessandro Tricarico che, durante il lockdown, ha sentito l’esigenza di raccontare l’altro Gargano, quello non intaccato dal turismo di massa.

Le opere dell’artista sono delle gigantografie, vari frammenti che vanno a comporre il lavoro finale: volti giganti dietro i quali si cela una storia, fatta di volti rugosi, mani, sorrisi, semplici attimi di vita quotidiana che diventano arte incollata su muro, impossessandosi di spazi spesso abbandonati e degradati che acquisiscono un nuovo valore, grazie alla narrazione che viene riportata in superficie.

Il Pantheon del Gargano

Il progetto Pantheon del Gargano è una narrazione itinerante, che rispolvera la storia di luoghi altrimenti dimenticati, attraverso i volti delle divinità terrestri che continuano a mantenere in vita quelle zone.

La prima tappa è stata inaugurata lo scorso 21 giugno sulle rive del Lago di Varano, separato dal mare solo da una sottilissima striscia di terra. In questa località, sulle mura di una casa in rovina a ridosso su uno specchio d’acqua infinito, sorge un’istallazione alta 7 metri e larga 6, dedicata a Peppino, il Poseidone del Gargano.

Credits: Alessandro Tricarico

Come si legge sulla Pagina Facebook dell’artista:

Questo è il primo di una serie di templi dedicati a divinità nostrane, semidei con pregi e difetti umani ma ammantati da un’aura di misticismo.
I luoghi scelti sono fuori dalle rotte turistiche, posti bellissimi che purtroppo sono poco conosciuti ai più. Tutti situati sul Gargano, promontorio sacro di natura e terra di miti e leggende
.
Lui è Peppino, Dio della spuma di mare, delle stelle e protettore delle murene. Dio notturno, capace di grande misericordia e temibile vendetta. Dotato di forza sovrumana, con una carezza può spazzare via le nuvole e causare maremoti. Quando sorride, invece, le cicale si zittiscono negli uliveti
.”

Peppino è un pescatore trabuccolante di Peschici (il trabucco è un antichissimo strumento da pesca): un uomo dal volto rugoso, scavato dalla salsedine, con una folta barba bianca e gli occhi bassi; sembra davvero un’antico dio dell’Olimpo, detentore della saggezza portata dal mare.

“Tornare a mettere l’essere umano al centro”

Il progetto “è nato un paio di mesi fa, da qualche parte ho letto la frase ‘tornare a mettere l’essere umano al centro’. Questo è tutto quello che ho da dire a riguardo: torniamo a mettere al centro l’essere umano.”

L’idea alla base di Pantheon è alquanto rivoluzionaria: in un momento storico in cui l’essere umano nella sua individualità è passato in secondo piano in nome di un processo globale omologante che tende ad annullare le differenze e in cui il singolo viene spesso messo da parte per favorire una sorta di progresso collettivo e digitalizzato, un ritorno al passato e l’importanza di ricordare la “vecchia” vita lontana dalla frenesìa di una società che ci impone ritmi veloci e competitivi, è una vera e propria necessità.

Le narrazioni di Alessandro Tricarico si allontanano dal mainstream e parlano di storie quotidiane attraverso le espressioni racchiuse nei volti e nei gesti delle persone fotografate. Storie che si leggono a partire dalla superficie corporea, che va a costituire un racconto per immagini. Occhi, mani, volti che parlano mettendo al centro l’uomo reale, in carne ed ossa.

Pantheon è un progetto itinerante autofinanziato dall’artista, per cui risulta impossibile programmare le prossime date. Tuttavia, il rituale per “santificare il tempio” sarà sempre lo stesso: un momento di condivisione e di scambio tra le persone, senza le quali questa meravigliosa idea sarebbe rimasta soltanto una teoria. Come ha dichiarato l’artista ad Artribune: “Un tempio senza persone resta solo un luogo. Ci vogliono delle persone a santificarlo, a renderlo vivo”.

Per visitare il primo tempio del Pantheon del Gargano non vi resta che seguire le seguenti coordinate: https://goo.gl/maps/XLYHrKTqqMr5zmk36

L’altro Gargano e le sue meravigliose storie vi stanno aspettando. Guarda il Video su Facebook!

Link al sito dell’artista: https://www.alessandrotricarico.com/

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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