Il Papa: è il momento di pensare a un salario universale

In una lettera ai movimenti popolari, definiti “poeti sociali, invisibili per il sistema”

Nella giornata pasquale appena trascorsa Papa Francesco si è rivolto ai movimenti e delle organizzazioni popolari, inviando loro un messaggio pubblicato in 5 lingue: parole che si vorrebbero come manifesto per la “ricostruzione” che ci attende nei prossimi mesi.

La metafora della guerra

Il Papa, nel ricordare che spesso, nel parlare della pandemia che ha colpito il mondo, si ricorre

a metafore belliche, comincia con il definire i movimenti popolari come “un vero esercito invisibile che combatte nelle trincee più pericolose. Un esercito che non ha altre armi se non la solidarietà, la speranza e il senso di comunità che rifioriscono in questi giorni in cui nessuno si salva da solo.”

 “Poeti sociali” invisibili al sistema

A tutti coloro che, in mezzo a difficoltà pesantissime, si rimboccano le maniche senza autocommiserarsi e continuano a lavorare per le famiglie, per i quartieri, per il bene comune, il Papa dice: “voi siete per me dei veri “poeti sociali”, che dalle periferie dimenticate creano soluzioni dignitose per i problemi più scottanti degli esclusi. So che molte volte non ricevete il riconoscimento che meritate perché per il sistema vigente siete veramente invisibili.”

Azione di protezione dello Stato e mercato “non raggiungono le periferie” e mancano le risorse per sostituirsi alla funzione che quelli dovrebbero svolgere. Per questo, scrive Francesco, “siete guardati con diffidenza perché andate al di là della mera filantropia mediante l’organizzazione comunitaria o perché rivendicate i vostri diritti invece di rassegnarvi ad aspettare di raccogliere qualche briciola caduta dalla tavola di chi detiene il potere economico. Spesso provate rabbia e impotenza di fronte al persistere delle disuguaglianze persino quando vengono meno tutte le scuse per mantenere i privilegi.”

Donne “che moltiplicano il cibo nelle mense popolari cucinando con due cipolle e un pacchetto di riso un delizioso stufato per centinaia di bambini”, i malati e gli anziani, contadini e piccoli agricoltori che “continuano a coltivare la terra per produrre cibo senza distruggere la natura, senza accaparrarsene i frutti o speculare sui bisogni vitali della gente”: di loro non si parla, di loro i mass media non si occupano. E aggiunge Francesco: “Quanto è difficile rimanere a casa per chi vive in una piccola abitazione precaria o per chi addirittura un tetto non ce l’ha. Quanto è difficile per i migranti, per le persone private della libertà o per coloro che si stanno liberando di una dipendenza. Voi siete lì, presenti fisicamente accanto a loro, per rendere le cose meno difficili e meno dolorose. Me ne congratulo e vi ringrazio di cuore.”

Esclusi dai benefici della globalizzazione

“Spero che i governi comprendano che i paradigmi tecnocratici (che mettono al centro lo Stato o il mercato) non sono sufficienti per affrontare questa crisi o gli altri grandi problemi dell’umanità. Ora più che mai, sono le persone, le comunità e i popoli che devono essere al centro, uniti per guarire, per curare e per condividere. So che siete stati esclusi dai benefici della globalizzazione. Non godete di quei piaceri superficiali che anestetizzano tante coscienze, eppure siete costretti a subirne i danni. I mali che affliggono tutti vi colpiscono doppiamente.”

È tempo di pensare a un salario universale

Il Papa si rivolge ai tanti che “vivono giorno per giorno senza alcuna garanzia legale che li protegga: venditori ambulanti, raccoglitori, giostrai, piccoli contadini, muratori, sarti, quanti svolgono diversi compiti assistenziali”: per costoro, per tutti i lavoratori precari, indipendenti, del settore informale o dell’economia popolare, per chi non ha un salario stabile che permetta di resistere a questo momento: la quarantena “risulta insopportabile.”

E aggiunge: “Forse è giunto il momento di pensare a una forma di retribuzione universale di base che riconosca e dia dignità ai nobili e insostituibili compiti che svolgete; un salario che sia in grado di garantire e realizzare quello slogan così umano e cristiano: nessun lavoratore senza diritti.”

“Mettiamo al centro la dignità e la vita”

In un momento in cui da più parti si parla di “fase 2”, anche il Pontefice guarda al “dopo”, perché, scrive, “questa tempesta finirà e le sue gravi conseguenze si stanno già facendo sentire. Voi non siete dilettanti allo sbaraglio, avete una cultura, una metodologia, ma soprattutto quella saggezza che cresce grazie a un lievito particolare, la capacità di sentire come proprio il dolore dell’altro.”

Il progetto di sviluppo umano integrale auspicato da papa Francesco deve fondarsi sul “protagonismo dei popoli” in tutta la loro diversità, e “sull’accesso universale a quelle tre T per cui lottate: “tierra, techo y trabajo” (terra – compresi i suoi frutti, cioè il cibo –, casa e lavoro).

“Spero – scrive ancora nella lettera – che questo momento di pericolo ci faccia riprendere il controllo della nostra vita, scuota le nostre coscienze addormentate e produca una conversione umana ed ecologica che ponga fine all’idolatria del denaro e metta al centro la dignità e la vita. La nostra civiltà, così competitiva e individualista, con i suoi frenetici ritmi di produzione e di consumo, i suoi lussi eccessivi e gli smisurati profitti per pochi, ha bisogno di un cambiamento, di un ripensamento, di una rigenerazione.”

E conclude: Voi siete i costruttori indispensabili di questo cambiamento ormai improrogabile; ma soprattutto voi disponete di una voce autorevole per testimoniare che questo è possibile. Conoscete infatti le crisi e le privazioni… che con pudore, dignità, impegno, sforzo e solidarietà riuscite a trasformare in promessa di vita per le vostre famiglie e comunità.
Continuate a lottare e a prendervi cura l’uno dell’altro come fratelli. Prego per voi, prego con voi e chiedo a Dio nostro Padre di benedirvi, di colmarvi del suo amore, e di proteggervi lungo il cammino, dandovi quella forza che ci permette di non cadere e che non delude: la speranza.
Per favore, anche a voi pregate per me, che ne ho bisogno.

Fraternamente
Francesco

Immagine: Gabriel Andrés Trujillo Escobedo

Redazione People For Planet

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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