Il Parlamento Europeo vota lo stop alla plastica usa e getta

Dal 2021 molto prodotti saranno vietati, molti dovranno essere riciclati e chi inquina dovrà pagare (in anticipo)

Il Parlamento ha da poco approvato in via definitiva una nuova legge che vieta l’uso di articoli in plastica monouso come piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati, introduce nuove responsabilità per i produttori e pone degli obiettivi di riciclo agli Stati Membri.

La direttiva è stata approvata con 560 voti favorevoli, 35 contrari e 28 astensioni. Il testo, che è ora in attesa della lettura del Consiglio Europeo, prevede alcune norme molto chiare riguardo ai prodotti in plastica.

I prodotti vietati

Dal 2021 saranno vietati: posate e piatti di plastica monouso (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette); cannucce di plastica; bastoncini di plastica per palloncini; contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso; plastiche ossi-degradabili (cioè quelle che si degradano polverizzandosi a contatto con determinati elementi, ma che non si biodegradano completamente perchè non sono fatti di materiale di provenienza vegetale). Infine, saranno vietati i bastoncini cotonati (cotton-fioc) fatti di plastica. Quest’ultimo è un divieto che in Italia è già in vigore dal 1 gennaio di quest’anno 2019, e che abbiamo adottato per primi in tutta l’Unione.

Nuovi obiettivi di raccolta e riciclaggio

La legge fissa anche nuove soglie da raggiungere per la raccolta dei rifiuti in plastica e per il loro riciclaggio: entro il 2029 gli Stati dovranno raccogliere per il riciclo il 90% delle bottiglie di plastica. Inoltre le bottiglie dovranno avere almeno il 25% di contenuto riciclato entro il 2025 e il 30% entro il 2030.

“Chi inquina paga”: maggiore responsabilità per i produttori

L’accordo rafforza anche l’applicazione del principio della “responsabilità estesa del produttore”, che tradotto in soldoni significachi inquina paga”, uno dei pilastri della strategia europea sull’Economia Circolare, e che già si applica su alcuni prodotti come i rifiuti elettronici (RAEE).

Significa sostanzialmente che coloro che producono oggetti che hanno un forte impatto ambientale contribuiscano a studiare soluzioni per renderli sempre più riciclabili o riutilizzabili e che si facciano carico, già dall’inizio, dei costi dello smaltimento futuro che questi avranno.

Queste azioni dovranno anche comprendere attività di sensibilizzazione e di informazione del pubblico sulla pericolosità di disperdere i prodotti nell’ambiente, pericolo che dovrà essere anche chiaramente indicato in etichetta.

Questo nuovo regime si applicherà ad esempio anche ai filtri di sigaretta e agli attrezzi da pesca persi in mare, per garantire che i produttori sostengano i costi della raccolta.

La relatrice del provvedimento Frédérique Ries (del gruppo liberale ALDE), ha dichiarato: «Questa legislazione ridurrà il danno ambientale di 22 miliardi di euro, il costo stimato dell’inquinamento da plastica in Europa fino al 2030. L’Europa dispone ora di un modello legislativo da difendere e promuovere a livello internazionale, data la natura globale del problema dell’inquinamento marino causato dalle materie plastiche. Ciò è essenziale per il pianeta.»

Secondo la Commissione europea, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti coperti da questa legge costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini e si spera di poter vedere presto i primi risultati.
Se volete leggere direttamente la direttiva, che è tradotta anche in Italiano, la trovate qui, pubblicata sul sito del Parlamento Europeo.

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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Margherita Aina

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi