Il pesce in via d’estinzione che puoi trovare nel piatto

A quali specie sarebbe bene dire no?

Vuoi cucinare sano, buono e sostenibile? A parte la nostra Angela Labellarte, vi suggeriamo il blog Ecocucina, dove Lisa Casali, scienziata ambientale ed esperta di cucina sostenibile, ha lanciato tra le altre cose anche un progetto insieme a WWF Italia con lo scopo di tutelare le risorse ittiche che popolano i mari della nostra penisola. Anche quanto si tratta di specie a rischio, infatti, possiamo tranquillamente trovarle sui banchi del supermercato o al ristorante.

L’iniziativa #iocambiomenù vuole sensibilizzare gli chef, i ristoratori e il grande pubblico sull’importanza di effettuare scelte sostenibili anche in cucina, in particolar modo per quanto riguarda il benessere degli habitat marini. E soprattutto oggi che l’epidemia di covid-19 ha semi distrutto l’industria dei piccoli pescherecci: quelli più sostenibili.

Una situazione molto seria

Il 78% degli stock ittici del Mediterraneo è infatti sovrasfruttato, mentre a livello mondiale sono sempre di più le specie sottoposte a una forte pressione di pesca o ormai estinte (basti pensare che circa il 33% degli stock ittici globali sono sovrapescati, mentre il 60% viene sfruttato al massimo delle proprie capacità).

Approvvigionarsi di pesce sostenibile del Mediterraneo è ancora possibile, ma occorre prestare maggiore attenzione alle scelte che si fanno. 

Che fare

In generale:

  1. prediligere specie meno comuni, di provenienza locale, pescate dalla piccola pesca artigianale;
  2. fare attenzione ad acquistare pesce adulto (rispettare le taglie minime) che ha quindi già avuto il tempo di riprodursi;
  3. leggere sempre l’etichetta recante le indicazioni di provenienza e metodo di cattura, previste per legge;
  4. quando disponibile, scegliere pesce con certificazione di pesca o acquacoltura sostenibile.

Quali pesci evitare?

Nel dettaglio, alcune specie andrebbero assolutamente evitate almeno fino a quando le condizioni degli stock ittici monitorati non saranno tornate a livelli di normalità. Queste le cinque ritenute più a rischio:

Anguilla (Anguilla anguilla)
Ufficialmente in via di estinzione, l’IUCN (International Union for Conservation of Nature) l’ha inserita nella Lista Rossa delle specie in via di estinzione già da alcuni anni e WWF la consiglia come “da evitare” nella seafood guide pescesostenibile.wwf.it.

Cernia bruna (Epinephelus marginatus)
Specie vulnerabile da diversi anni, soffre la forte pressione della pesca anche perché non è possibile allevarla.

Pesce spada (Xiphias gladius)
La popolazione di pesce spada è in declino in tutto il mondo, in particolare nel Mediterraneo a causa della sovrapesca e non è possibile allevarli. Eppure resta uno dei piatti più scelti e cucinati d’estate come d’inverno.

Rana Pescatrice (Lophius piscatorius)
Le rane pescatrici sono pescate a strascico con frequenti catture accidentali di specie a rischio. Non è possibile allevarle e ci sono scarse informazioni sullo stato reale degli stock.

Verdesca (Prionace glauca)
Simile al pescespada per aspetto e sapore è spesso la sostituta con la quale i consumatori vengono frodati. Ma è anch’essa a rischio, oltre al fatto che il tipo di pesca che la caratterizza porta alla cattura accidentale di specie a rischio anche maggiore.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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