Il raccolto dell’autunno: come sta andando l’annata 2019?

In calo (ma non troppo) l’uva. Tengono bene le verdure. Maltempo permettendo

L’autunno è il momento dei raccolti per eccellenza: si finisce di raccogliere la frutta estiva, poi cominciano mele e pere, per poi passare ai cachi e ai kiwi. Anche la verdura dà il meglio di sé in questo periodo, con i prodotti estivi ancora in circolazione, come ad esempio le zucchine, e l’arrivo delle prime verdure autunnali, come finocchi e cavoli. Per conoscere la frutta e la verdura di stagione in autunno abbiamo fatto un video con Francesco Beldì, agronomo, che vi consigliamo di vedere.

Proprio a Beldì abbiamo chiesto come sta andando questa annata, cominciando da mele e pere. «Se per le pere quest’anno è uno dei peggiori di sempre (come abbiamo spiegato qui) soprattutto a causa dei danni causati dalla cimice asiatica, le mele per il momento sono meno soggette, anche se questo insetto si sta rapidamente diffondendo anche tra queste piante. Lo scorso anno la produzione di mele è stata eccezionale, addirittura così elevata da determinare problemi di mercato per smaltire tutto il prodotto. Quest’anno si stima un lieve calo, con una produzione che però rimane ottima in termini di qualità e quantità».

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Per quanto riguarda l’uva, si sta finendo in questi giorni la vendemmia, e gran parte è stata raccolta prima dell’intenso periodo di piogge che ha caratterizzato il nord a metà ottobre. In generale, per l’Italia, i produttori stimano un calo del 15/16% in media rispetto all’annata precedente, che però era stata un’annata-record per quantità prodotta (si parlava di 55 milioni di ettolitri). Si tratta di un calo fisiologico per via del fatto che le piante hanno prodotto molto lo scorso anno, ma la quantità e la qualità dovrebbero essere perfettamente in linea con la produzione media degli ultimi anni. Inoltre, la vite è uno dei pochi tipi di albero che ha sofferto meno siccità e grande caldo di questa estate. Anche nelle zone colpite dalla grandine ad agosto, come l’astigiano, sembrerebbe che, nonostante la grande paura, la produzione abbia avuto un calo di circa il 20% ma si sia mantenuta su quantità buone e soprattutto abbia mantenuto una buona qualità. Non bisogna dimenticare però che alcune zone, anche nelle Langhe e nel Monferrato, sono state fortemente colpite dalla grandine a pochi giorni dalla vendemmia e per quest’anno avranno un raccolto minimo.

«Per quanto riguarda la verdura» continua Beldì «la stagione sta proseguendo bene, anche se il maltempo della seconda metà di ottobre potrebbero dare qualche problema: pioggia intensa e temperature rimaste alte sono condizioni favorevoli allo sviluppo dei funghi, con il rischio di perdere una parte della produzione dei prossimi mesi, soprattutto su cavoli e finocchi».

«Questo vale anche per la frutta che non è ancora stata raccolta, come ad esempio i kiwi e i cachi, che in gran parte d’Italia sono ancora sulla pianta. La produzione è buona ma queste settimane di brutto tempo potrebbero determinare un peggioramento qualitativo della produzione», spiega l’agronomo. «Il consiglio è sempre quello di privilegiare i prodotti locali e conoscere come arrivano i prodotti nel piatto, sia per sostenere il settore si per essere più sicuri di quello che mangiamo».

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi