Il rapporto “Cambia la Terra 2018” e i passi avanti della legge sul biologico

Ambientalisti e associazioni di produttori denunciano il poco sostegno alle coltivazioni bio ma si aprono spiragli con la legge “bipartisan” votata alla Camera

È stata approvata alla Camera in dicembre la nuova legge sull’agricoltura biologica. Il testo ha trovato l’accordo di tutte le forze politiche (solo Forza Italia non ha votato) ed ora dovrà passare all’esame del Senato.

La legge sul biologico

Il testo aggiorna le nostre norme sulle produzioni biologiche e le armonizza con il quadro europeo, riconosce che la produzione di tipo biologico è improntata alla salvaguardia delle risorse naturali e predispone la promozione del settore, anche in termini di valorizzazione delle produzioni, di accesso al mercato, di sviluppo di distretti biologici e di formazione professionale.

Si prevede poi un perfezionamento dell’etichettatura che dovrebbe evidenziare meglio il bio italiano, e un piano per il reperimento delle sementi biologiche.

La soddisfazione di associazioni e agricoltori

“In un momento in cui i consumatori chiedono al sistema di certificazione del biologico maggiori garanzie di integrità – ha dichiarato il presidente di Federbio Paolo Carnemolla a commento dell’approvazione, come riporta il quotidiano La Repubblica  – l’istituzione di un logo nazionale è un primo passo importante per sviluppare un sistema di tracciabilità e controllo più efficace; la norma, attesa da tre legislature, prevede l’integrazione di azioni di promozione istituzionale dei prodotti biologici che fino a ora sono mancate, intensificando così anche le verifiche sui prodotti importati dai Paesi fuori dall’Unione Europea”.

Anche le associazioni di categoria degli agricoltori hanno commentato positivamente. La Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, in una nota ha commentato positivamente e “auspica che ora il Senato recepisca il testo in tempi rapidi. Si tratta di un passo avanti rispetto a un metodo produttivo in cui l’Italia è leader in Europa e seconda, a livello mondiale, dopo gli Stati Uniti. Oggi il biologico vale 3,5 miliardi di euro nel nostro Paese, interessa 8 consumatori su 10 e coinvolge quasi 76 mila aziende su 2 milioni circa di ettari coltivati”.

Il rapporto “Cambia La Terra 2018”

Proprio pochi mesi fa Federbio, insieme a Isde- Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF hanno pubblicato il rapporto “Cambia la Terra 2018”, per portare l’attenzione proprio sul biologico. La politica agricola comunitaria sovvenziona per il 97,7% l’agricoltura convenzionale”. – denunciano nel rapporto – “Al biologico, invece, che in Italia rappresenta il 14,5% della Superficie Agricola Utilizzata, vanno le briciole: su un totale di fondi europei e italiani per l’agricoltura di circa 62,5 miliardi, riceve solo 1,8 miliardi”. Nel rapporto si evidenziano anche altri numeri importanti sui pesticidi: “Mentre il consumo di principio attivo nella UE è mediamente di 3,8 chili per ettaro, in Italia si arriva a 5,7 chili per ettaro: in 10 anni – dal 2006 al 2016 – si è registrato un aumento della spesa del 50% per i pesticidi e del 35% per i concimi. E l’agricoltura intensiva, la monocoltura, l’uso di diserbanti e concimi chimici sono tra gli elementi che più impoveriscono il terreno, riducendo la materia organica, la concentrazione di microrganismi e quindi la fertilità”.

Nel rapporto si raccolgono anche riferimenti agli studi portati avanti dall’Ipcc, Intergovernmental Panel on Climate Change, la task force di climatologi organizzata dall’Onu. Nel testo pubblicato dal rapporto “Cambia la terra” Ippc ritiene che  “siano proprio il modello agricolo e alimentare oggi imperante e l’uso attuale di suolo e foreste a essere responsabili del 24% del rilascio dei gas climalteranti. Una conseguenza che potrebbe essere evitata scegliendo la strada dell’agroecologia: secondo i dati pubblicati dal Rodale Institute nel 2011, i sistemi di agricoltura biologica utilizzano il 45% in meno di energia rispetto a quelli convenzionali e producono il 40% in meno di gas serra rispetto all’agricoltura basata su metodi convenzionali”, suggeriscono gli autori del rapporto.

Immagine di copertina: Armando Tondo

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Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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