Il reparto di oncoematologia pediatrica “Nadia Toffa” di Taranto è un esempio di solidarietà

Dal 2016 la cittadinanza ha portato avanti petizioni e raccolte fondi

La storia del reparto di oncoematologia pediatrica del Santissima Annunziata di Taranto è particolare: si tratta del primo reparto italiano aperto per volere popolare e grazie alle donazioni di privati. Qui, da pochissimi anni, si curano patologie oncologiche infantili molto gravi come la leucemia. Secondo gli ultimi dati di Sentieri, lo Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento – commissionato dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità – a Taranto si riscontra un +21% di mortalità infantile rispetto alla media regionale, un +54% di tumori in bambini da 0 a 14 anni, un +20% di eccesso di mortalità nel primo anno di vita e un +45% di malattie iniziate già durante la gestazione. 

Secondo la dott.ssa Annamaria Moschettipediatra di ACP – Pediatri per Un Mondo Possibile, «la variazione continua dei livelli di produzione e gli interventi sugli impianti dell’ex-Ilva ha modificato nel tempo la mortalità e l’incidenza delle malattie correlate agli inquinanti immessi in ambiente cui sono esposti i cittadini. Tuttavia, nonostante la notevole riduzione della produzione di acciaio, rispetto al passato, i dati sui ricoveri ospedalieri confermano ancora per il periodo 2014-2017 un eccesso di ricoveri per leucemie e in particolare di leucemie mieloidi in età pediatrico-adolescenziale (0-19 anni). Inoltre ISS ha documentato nel periodo 2002-2015 un eccesso di malformazioni congenite seppur in riduzione. Per completare il quadro sanitario della popolazione infantile tarantina – continua la dott.ssa Moschetti – è indispensabile citare i problemi del neuro sviluppo, tra cui la riduzione del QI, nei bambini che vivono nei quartieri a ridosso dell’area industriale, documentati sempre dall’ISS e potenzialmente attribuibili all’esposizione in gravidanza e nelle prime epoche della vita agli inquinanti ad azione neurotossica».

L’apertura del reparto tarantino nel 2017 era quindi necessaria. Il dott. Valerio Cecinati, primario del reparto, arriva a Taranto nel 2018, quando, grazie al fermento popolare portato avanti dalla cittadinanza e successivamente sostenuto personalmente da Nadia Toffa – l’inviata e conduttrice de “Le Iene,” diventata celebre anche per il coraggio con cui ha affrontato il tumore che nell’agosto 2019 l’ha uccisa – sono stati raccolti fondi sufficienti per l’apertura.

Dott. Cecinati, com’è nato tutto?

«Tutto inizia al rione Tamburi, tra il 2016 e il 2017, con l’attività lanciata dagli “amici del Minibar”, i membri di un collettivo che, insieme all’associazione Arcobaleno, ha deciso di organizzare una raccolta fondi attraverso la vendita della famosa maglietta “je iesche pacc pe te”, per supportare il reparto di pediatria. Pensavano in realtà di arrivare a raccogliere poche migliaia di euro per comprare una nuova ambulanza, niente di più. Un reparto di oncoematologia pediatrica non c’era ancora all’interno di quello di pediatria, che naturalmente c’è sempre stato». 

Ma allora come sono riusciti a raccogliere così tanti soldi?

«È successo che Nadia Toffa è andata in quel periodo a Taranto per svolgere dei servizi per “le Iene” sull’ex-Ilva e sull’inquinamento ambientale della città. Tra le persone che ha incontrato si è imbattuta negli “amici del Minibar”. Decise quindi di sostenere quella che doveva essere una piccola raccolta fondi ma che, con il suo contributo, è diventata un vero e proprio appello alla nazione. In fondo è grazie al fatto che Nadia Toffa ha indossato quella maglietta in tv, che sono stati raccolti più di 500mila euro. I soldi sono stati donati al Santissima Annunziata per creare un reparto destinato ai bambini affetti da patologie oncoematologiche».

Quanti bambini può ospitare il reparto?

«Il primo reparto fungeva sia da day hospital che da reparto di degenza. Ma gli spazi ci consentivano di avere solo 3 posti letto per ricoveri lunghi. Poi grazie all’attività dell’associazione “Giorgio Forever” è stata portata avanti un’altra battaglia dal basso per ampliare gli spazi. Asl e Regione così sollecitati hanno aperto un’altra ala del reparto, che in seguito – grazie a un’altra petizione popolare lanciata nel 2019 – è quello che è stato intitolato a Nadia Toffa. Adesso c’è più spazio per i day hospital e abbiamo raddoppiato i posti letto». 

Quindi un bambino che si ammala a Taranto adesso non è costretto a farsi curare lontano da casa?

«Nei bambini, leucemie e tumori cerebrali sono le patologie oncologiche più frequenti, purtroppo non possiamo fare tutto qui, ma cerchiamo di fare il più possibile, nel limite di quello che riusciamo. Inizialmente il reparto era un appoggio per i bambini che venivano curati soprattutto a Bari. Quando sono arrivato nel 2018 abbiamo cercato di concentrarci sulla necessità di evitare di far andare i bambini malati fuori Taranto. Alcuni li abbiamo anche curati sin dalla diagnosi». 

Cosa manca ancora?

«Il problema è che in Italia ci sono pochi specialisti in pediatria. Tra il numero chiuso a Medicina e il numero esiguo di borse di studio, quello che manca alla fine sono proprio i medici. Tutto ciò a Taranto è amplificato, perché si aggiunge il fatto che qui gli specialisti non si trasferiscono volentieri vista la cattiva reputazione della città per l’inquinamento ambientale. Ma Taranto non è solo l’Ilva».

Però adesso la situazione è migliorata, con la nuova raccolta fondi promossa da “Piazza Pulita” arriverà uno specializzando, giusto?

«Quando lo scorso novembre è scoppiata la crisi con ArcelorMittal, il programma ” Piazza Pulita”  di La7 ci ha contattatoe, tramite l’associazione Soleterre,è stata organizzata una raccolta fondi per le borse di specializzazione, che a Taranto mancavano del tutto. Grazie a loro sono stati raccolti quasi 300mila euro che verranno usati per delle borse di studio attive già per il prossimo concorso previsto in estate. Se l’obiettivo era una borsa sola pare che riusciremo ad averne addirittura due». 

Ma non dovrebbe pensarci la Regione a preoccuparsi di reperire fondi per gli specializzandi là dove servono, come nel caso di Taranto?

«Siccome parliamo di patologie rare, non è necessario che un reparto di oncoematologia pediatrica sia presente in ogni provincia. Qui serviva, probabilmente prima non ci si è pensato, è da tener presente che questa è una branca della pediatria un po’ complessa e difficile. Ma è pur vero che quello che era il problema percepito tra la gente, ovvero la carenza di un reparto del genere, era giusto che ci fosse, così le persone si sono mobilitate. L’unicità qui è costituita dal quasi esclusivo intervento privato: in Italia siamo il solo esempio di apertura di un reparto di pediatria per volere popolare. In ogni caso la Asl ha indetto subito il concorso, e se è vero che è intervenuto il privato perché il pubblico non ci era ancora arrivato, l’intervento dei privati nei reparti di pediatria è un fenomeno massiccio in tutta Italia».

Il primario del reparto di oncoematologia pediatrica di Taranto, il dott. Valerio Cecinati

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Foto: Nadia Toffa nel 2016 durante una puntata delle “Iene”

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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Caterina Conserva

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