Libellule il ritorno nella città

Il ritorno in città di libellule e cicale

(ed è una fortuna)

Si vedono e si sentono sempre più spesso. L’etologo: «È dovuto al caldo e al calo dei pesticidi. Mangiano le zanzare, ci fanno sentire in vacanza»

Cicale e libellule abitano sempre di più in città. Di notte le prime, soprattutto gli esemplari maschi, non si vedono ma si ascoltano con il loro caratteristico suono frinire nei parchetti e nei giardini, come già avviene da un po’ di tempo anche nel centro di Milano. Le libellule azzurrine l’altro ieri sono sciamate a migliaia nel quartiere di Borgo San Paolo a Torino occupando per alcune ore balconi e stendibiancheria. Libellule e cicale sono parte del nostro immaginario collettivo, popolano canzoni e favole, ma sono anche indicatori della bontà del nostro ambiente. Il loro incremento e l’arrivo nei centri abitati segnala il miglioramento dell’ecosistema che ci circonda oppure è una spia della rottura di un equilibrio precario?

Il ritorno – «La loro presenza è indubbiamente da classificare come un evento positivo sotto molti aspetti, anche se è giusto fare alcune precisazioni», risponde Diego Fontaneto, scienziato dell’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa-Cnr). «Si tratta di insetti che generalmente prediligono il caldo. Le cicale, poi, sono tipiche degli ambienti mediterranei con estati bollenti e secche. La loro proliferazione in ultima analisi è l’ennesima conferma dell’aumento delle temperature alle nostre latitudini». 

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Redazione People For Planet

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