Imprenditoria green e circolare: l’Italia prima in Europa

Alcuni esempi di straordinaria efficienza

Siamo proprio bravi, i primi in Europa secondo il Circular economy network ed Enea nel loro Rapporto sull’economia circolare. E se non bastasse il rapporto Greenitaly di Symbola-Unioncamere afferma che in Italia sono impegnati oltre 3 milioni di lavoratori: il 13,4% del totale degli occupati. E se ancora non bastasse: dal 2015 in poi, sono state oltre 432 mila le imprese dell’industria e dei servizi che hanno investito in prodotti e tecnologie green. Una su tre.

Al di là dei numeri parliamo di persone e di quelle ci piace raccontare.

La Cartiera Pirinoli

Una di queste imprese è la Cartiera Pirinoli che si trova a Roccavione in provincia di Cuneo. Dichiarata fallita nel 2015 è ritornata a produrre quando 76 lavoratori hanno costituito una cooperativa che ora conta 96 dipendenti.

L’aiuto è arrivato anche dell’Europa con cinque milioni di investimenti su progetti volti allo sviluppo delle ecotecnologie: «Abbiamo ridotto di un terzo le emissioni e tagliato i nostri costi: risparmiamo il 15-20% di gas»  racconta il presidente Silvano Carletto, «All’uso di materie di riciclo per la produzione di cartoncino si è aggiunto lo sforzo per installare a inizio 2019 una nuova centrale di cogenerazione ad alto rendimento».

L’Europa spinge per l’economia green

Il terzo punto del programma anti-Covid di Bruxelles recita la volontà di “Sostenere la transizione verde verso un’economia climaticamente neutra attraverso i fondi dello strumento Next Generation EU” e tra le altre cose potenzia a 40 miliardi il Fondo per una transizione giusta: l’allocazione per l’Italia salirebbe da 364 milioni a 2,14 miliardi.

Il lusso è verde

Zordan nel vicentino produce arredamenti di lusso per i esercizi commerciali, aeroporti, ecc: «Dal 2007 abbiamo deciso che la sostenibilità sarebbe stata la guida per orientare i nostri comportamenti! ha dichiarato Maurizio Zordan. L’anno dopo la Zordan si è attivata per le certificazioni forestali del legno che impiega nelle sue produzioni.

«Ma non mancano le delusioni» afferma Zordan: «il legno certificato per noi ha costi del 10% maggiori. E capita di perdere alcune gare per ragioni di prezzo. Non ti aspetteresti che grandi marchi preferiscano concorrenti che delocalizzano le produzioni e non le controllano, in cambio di piccoli sconti. Invece accade, ma non per questo torneremo indietro».

E c’è chi pianta alberi nel mondo

Si tratta di Treedom, una piattaforma digitale che è riuscita a piantare 1,2 milioni di alberi piantati in 16 Paesi, finanziando 71 mila contadini del Sud del mondo

Federico Garcea ne è il co-fondatore e ceo. Tutti geolocalizzati e tracciabili, in modo che il cliente che li ‘adotta’ o regala sappia di loro vita, morte e miracoli (intesi come l’assorbimento di oltre 360 milioni di chili di Co2).

E così via, buona giornata dell’ambiente!

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Foto di Jatuphon Buraphon da Pixabay

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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