In Cina le mogli saranno risarcite dagli ex per i lavori domestici

In Cina le mogli saranno risarcite dagli ex per i lavori domestici

Una sentenza storica figlia del nuovo Codice Civile del Paese

Quanto vale il lavoro di una mamma, moglie e casalinga a tempo pieno?

La sentenza di un tribunale di Pechino, che ha ordinato a un marito di risarcire con 7,700 $ i lavori domestici dell’ex-moglie dopo il divorzio, ha scatenato un enorme dibattito sui social cinesi sul valore del lavoro domestico, con alcuni che hanno affermato che l’importo del risarcimento era troppo basso.

La donna, Wang, sposata nel 2015, all’inizio era riluttante a divorziare, ma in seguito ha chiesto un risarcimento finanziario, sostenendo che Chen, il marito, non si era assunto alcuna responsabilità nei lavori domestici o nella cura dei figli.

Il tribunale distrettuale di Fangshan si è pronunciato a suo favore, ordinando al marito di pagare i suoi alimenti mensili di 2.000 yuan (circa 250 euro), così come il pagamento una tantum di 50.000 yuan (circa 6000 euro) per i lavori domestici che ha compiuto durante i 5 anni di matrimonio.

Il giudice ha dichiarato ai giornalisti che la divisione della proprietà comune di una coppia dopo il matrimonio di solito comporta la divisione della proprietà tangibile, “ma i lavori domestici costituiscono un valore di proprietà immateriale”.

Una sentenza storica

La sentenza arriva dopo l’introduzione da parte della Cina di un nuovo Codice Civile risalente allo scorso gennaio.

La sentenza è storica, in quanto è la prima di questo tipo e segue un dibattito sul ruolo di genere in Cina, su ci si discute da alcuni anni.

La nazione sta, infatti, vivendo un conflitto culturale tra l’emersione di una società moderna e le antiche e radicate tradizioni patriarcali.

Secondo la nuova legge, un coniuge ha il diritto di chiedere un risarcimento in caso di divorzio se ha maggiori responsabilità nell’educazione dei figli, nella cura dei parenti anziani e nell’assistenza ai partner nel loro lavoro.

In precedenza, i coniugi divorziati potevano richiedere tale risarcimento solo se fosse stato firmato un accordo prematrimoniale, una pratica molto rara in Cina.

Il dibattito sui social

Sui social media, il caso ha suscitato un acceso dibattito.

Alcuni utenti hanno sottolineato che 50.000 yuan per cinque anni di lavoro fossero troppo pochi. “Sono un po ‘senza parole, il lavoro di una casalinga a tempo pieno è sottovalutato. A Pechino, assumere una tata per un anno costa più di 50.000 yuan“, ha commentato qualcuno.

Altri hanno sottolineato che gli uomini dovrebbero assumersi più compiti domestici.

Secondo l’Ocse, infatti, le donne cinesi dedicano in media quattro ore e mezza al giorno ad attività domestiche non retribuite, due volte e mezza in più rispetto ai mariti, una delle distribuzioni dei carichi più sbilanciate a livello mondiale.

Alcuni hanno anche invitato le donne a continuare la loro carriera dopo il matrimonio. “Signore, ricordatevi di essere sempre indipendenti. Non rinunciate al lavoro dopo il matrimonio, datevi una via d’uscita”.

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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