In Francia chi legge lo sport non è considerato un minus habens

La banda che svaligia le case dei calciatori è degna di una copertina e approfondimento. Da noi sarebbe impensabile

Ve l’immaginate la Gazzetta dello Sport, o il Corriere dello Sport, o anche pagine sportive di autorevoli quotidiani nazionali, dedicare un ampio approfondimento all’emergenza “furti con scasso” in casa dei calciatori? 

Da noi, e per noi intendiamo in Italia, il rapporto sport-criminalità è sempre stata fondamentalmente una questione territoriale. A seconda della latitudine, la notizia viene trattata differentemente. Un Rolex scippato a un calciatore del Napoli, ovviamente a Napoli, conduce al riflesso pavloviano delle mani della camorra sulla squadra. È un iter consolidato: le foto di Maradona nella vasca a conchiglia dei Giuliano, lo scudetto perduto in favore del Milan di Sacchi e Berlusconi, la paura dei calciatori di vivere a Gomorra. E via discorrendo. 

Lo stesso Rolex scippato a Milano o a Torino, persino a Roma, è derubricato a fisiologico e statisticamente prevedibile episodio di criminalità. Perché il Rolex, a differenza del potere, può logorare soltanto chi ce l’ha. E spesso i calciatori lo indossano. 

All’estero, invece, non sembra esserci la suddivisione territoriale di cui soffre l’Italia. Ce ne siamo accorti leggendo L’Equipe, uno dei più importanti giornali sportivi del mondo. È francese. E la scorsa settimana ha dedicato la copertina e le prime cinque pagine al fenomeno dei furti nelle case dei calciatori del Psg (e non solo). 

All’estero, qui parliamo della Francia, il giornalismo sportivo non è calciocentrico. Le notizie più importanti possono essere relative al rugby, al ciclismo, al nuoto, alla pallamano, al calcio femminile. Da noi sarebbe impensabile. Così come sarebbe impensabile mandare in stampa uno o più numeri senza nemmeno un articolo di calciomercato, per concentrarsi invece sulla banda che colpisce quando i calciatori sono i campo. 

Perché questa è una delle particolarità di questo fenomeno. Una particolarità da film. Calciatori milionari, da Thiago Silva a Dani Alves, lasciano le loro lussuose abitazioni iper-blindate e vanno a lavorare, ossia giocare a calcio. Rientrano a casa e trovano l’appartamento svaligiato. Capita soprattutto ai calciatori del Psg. Ma non solo. L’unica notizia che richiama l’Italia è quella relativa a Marsiglia un tempo pecora nera del Paese. «Oggi qui non accade più nulla».

Per il resto, nessuno in Francia si sogna di avanzare analisi socio-criminali del fenomeno. Semplicemente, ci sono individui molto ricchi che attirano l’attenzione di delinquenti specializzati. Col dettaglio giornalistico non irrilevante che potrebbe esserci una gola profonda alla base dei colpi seriali. Per brevità, diciamo che in Francia non considerano gli appassionati alla stregua di minus habens. Si può essere appassionati di sport e allo stesso tempo essere interessati a fenomeni socio-criminali. Il lettore modello non è equiparato a un rozzo che ha come solo obiettivo quello di vedere la propria squadra di calcio vincere. E di quello che accade fuori da un campo di gioco, non gliene po’ frega’ de meno (per dirla sin troppo chiaramente).

Oppure, ed è una realtà triste ma con cui bisogna fare i conti, in Francia semplicemente l’appassionato di sport è diverso da quello italiano. Ha passione per il gesto sportivo in sé. Quando Federer vince il centesimo torneo della carriera, si aspetta dal proprio giornale un approfondimento che sia all’altezza dell’evento. E se per caso trovasse l’apertura de L’Equipe dedicata alla vittoria di una squadra di calcio qualsiasi, subisserebbe la redazione di e-mail o di telefonate di protesta. 

Da noi, probabilmente, accade l’esatto contrario. Ci piacerebbe cullarci nel masochismo degli organi d’informazione. La realtà, temiamo, che sia ben più deprimente.   

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Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

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