In grande crisi la filiera alimentare del fresco

A guadagnarci mafia e sfruttatori. A pagare sempre gli ultimi.

L’isolamento in casa, la distanza sociale, l’impossibilità di fare la spesa tutti i giorni stanno cambiando le abitudini alimentari degli italiani.

Questo cambiamento e la chiusura di alberghi e ristoranti hanno messo in crisi la filiera alimentare per quanto riguarda il prodotto fresco, come frutta e verdura – definiti di “quarta gamma” – che hanno subìto un calo di fatturato tra il 30 e il 50 per cento nelle ultime settimane.

Questo dato però è in controtendenza con il fatturato generale della grande distribuzione, compresi i discount che secondo i dati delle rilevazioni Nielsen hanno conosciuto incrementi di vendita a due cifre percentuali rispetto alle stesse settimane del 2019.

Dalla terra alla tavola

L’insalata che comperiamo al supermercato è stata raccolta da qualcuno, e in questo periodo quel qualcuno è spesso un bracciante immigrato, pagato – pochissimo – in nero.

E se c’è chi si lamenta dalla mancanza dei braccianti per la raccolta, per chi sfrutta i migranti la storia è diversa:

«Nessuno ci ha detto nulla e io continuo ad andare a lavorare tutti i giorni con la mia bicicletta perché ho bisogno di soldi per vivere. Se salto anche solo una settimana vado in crisi e con me anche a mia famiglia in India. Poi ho saputo da amici che si può andare a lavorare in campagna. Se non vado, il padrone mi sostituisce con un altro lavoratore, tanto lavoro a nero e sostituirmi è facile», afferma Kuldip, primo bracciante indiano che lavora nella campagna in provincia di Latina.

Gli invisibili

Nessuno ha detto a queste persone che non possono rinnovare il permesso di soggiorno perché gli uffici sono chiusi, nessuno ha spiegato come comportarsi per evitare il contagio da coronavirus: «Stiamo provvedendo noi, come lavoratori indiani, ad avvertire i nostri connazionali sulle azioni preventive da adottare per evitare il contagio da coronavirus», afferma Harbhajan, lavoratore indiano della provincia di Latina, da anni in prima fila contro lo sfruttamento e il caporalato in un’intervista a comune-info.net. Ogni giorno Harbhajan gira e pubblica sui social un video con le raccomandazioni per evitare il contagio.

Secondo il padrone di Puppu, altro bracciante indiano, le precauzioni sono inutili «Tanto state all’aria aperta e non vi succede nulla». Bontà sua.

Aste al ribasso, sempre più al ribasso

Finita la raccolta, ecco che la frutta e la verdura devono essere vendute, e cosa succede al momento di definire il prezzo?

In un articolo molto dettagliato pubblicato su Internazionale.it i giornalisti Fabio Ciconte e Stefano Liberti denunciano che “Eurospin – la principale catena italiana di discount – ha lanciato una serie di aste al ribasso per aggiudicarsi beni alimentari al minor costo possibile. Rucola, insalata mista, spinaci, spinacini: sono venti le referenze della “quarta gamma” – insalate e verdure in busta – che l’insegna ha comprato in questo mese di crisi, imponendo prezzi di vendita bassissimi ai fornitori già in affanno”.

“Per capire l’entità dei ribassi in questione” spiega l’articolo “è utile fare un esempio: una busta d’insalata mista da 200 grammi, oggetto di un’asta qualche settimana fa, partiva da una base di 48 centesimi. Secondo le nostre fonti Eurospin se l’è aggiudicata per poco più di 30 centesimi, con un taglio di circa il 30 per cento. Una differenza rilevante, se pensiamo che si tratta di una commessa per un totale di 200mila pezzi. Un bel risparmio per Eurospin, un salasso per il produttore agricolo che afferma: ‘Per vivere benino noi dovremmo venderla a 50 centesimi, che è il prezzo pagato dalle altre catene di supermercati. Dentro quella busta c’è il costo della materia prima, il processo industriale, gli imballaggi, la manodopera e perfino il trasporto, che è a carico nostro’.”

In un’intervista a un sito di settore del 2018 i responsabili della catena avevano sostenuto che “le aste online possono mettere in difficoltà alcuni operatori, produttori o agricoltori, ma noi dobbiamo fare l’interesse del consumatore”.

Oggi Eurospin respinge le accuse di aver fatto acquisti al ribasso: «Dalla metà dello scorso anno», afferma il responsabile marketing, «L’insegna non fa più uso di aste al doppio ribasso, aste a rilancio, aste al buio e di qualsiasi altro strumento che preveda rilanci telematici in diretta, sui prodotti alimentari». Magari è vero, ma allora c’è qualcosa che non quadra.

Riassumendo: il settore del fresco alimentare è in crisi, gli agricoltori che lavorano onestamente sono in grande difficoltà per la mancanza dei bracciati e per le richieste della grande distribuzione e dei discount. Secondo voi: chi approfitterà di questa situazione?

Oggi la ministra dell’agricoltura Bellanova ha lanciato un appello dai microfoni di Radio Capital: «Dobbiamo garantire condizioni di lavoro nei campi di assoluta sicurezza. E sottrarre alla mafia i lavoratori in nero».

E ha aggiunto «C ‘è un forte deficit di manodopera, bisogna mettere anche loro in condizioni di lavorare in modo regolare anche perché se certi processi non li governa lo Stato, ci pensa la mafia. Dobbiamo fare i conti con la realtà».

Facciamoli in fretta, per favore.

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Foto di Pexels da Pixabay

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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