In ricordo di Padre Fantuzzi, Il critico gesuita amico dei grandi registi

In ricordo di Padre Fantuzzi

Il critico gesuita amico dei grandi registi

Marco Bellocchio, nel giorno della designazione del suo film “Il traditore” a rappresentare l’Italia nella corsa all’Oscar, ha voluto ricordare con affetto l’appena dipartita dal mondo terreno di padre Virgilio Fantuzzi, parlando di “un acutissimo interprete, che usava per le sue scoperte un linguaggio semplice, diretto, che è molto raro per un critico

Padre Fantuzzi, scomparso a 82 anni, padre gesuita aperto, è stato un critico cinematografico di chiara fama che dal 1973, sul quindicinale del suo ordine, la Civiltà Cattolica, ha vergato con puntualità analisi di film studiati e radiografati utili a lettori di ogni orientamento. Ultimo erede di una tradizione che ha sempre visto i gesuiti attenti monitoratori del cinema e dei suoi influssi.

Fonte immagine: https://www.avvenire.it/agora/pagine/fantuzzi-gesuita-cinema-vangelo

Chi era Padre Virgilio Fantuzzi

Saggista non accademico, capace di instaurare un rapporto intimo e diretto con i migliori registi italiani che da Ermanno Olmi a Paolo Benvenuti risale ai Taviani, Bertolucci, Sergio Citti per giungere alle vette di Pasolini, Rossellini, Fellini, ma ha avuto anche rapporti diretti con Martin Scorsese. Il grande critico Adriano Aprà, amico laico di padre Fantuzzi, chiamato a redigere la prefazione del suo ultimo libro “Luce in sala. La ricerca del divino nel cinema” non a caso l’ha intitolata “Virgilio e i suoi Dante”.

Un punto cardinale della critica cinematografica novecentesca che merita di essere ricordato attraverso la sua eccezionale biografia. Negli anni Sessanta Virgilio Fantuzzi è uno studente religioso che frequenta i corsi di Filosofia e Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Vorrebbe studiare cinema ma non può accedere al Centro Sperimentale. Sceglie la via diretta. Va a cercare con lo spirito del discepolo i grandi maestri. Pasolini, Rossellini, Fellini lo accolgono e ne diventano amici sodali. Nelle sue memorie padre Fantuzzi ha lasciato scritto: “Avevo il vantaggio dell’ignoranza, perché come studente potevo presentarmi per chiedere qualcosa a qualcuno che sapeva”.

In effetti il rapporto con Roberto Rossellini fu anche favorito da un illustre confratello di Fantuzzi, il futuro cardinale Carlo Maria Martini che gli permette di partecipare ai lavori di rifacimento dei testi dello sceneggiato della Rai Atti degli Apostoli nel 1969, di cui l’allora gesuita era assieme al padre Stanislas Lyonnet, uno dei consulenti biblici. Nasce un’amicizia intellettuale molto intensa tra Fantuzzi e Rossellini. Per il gesuita il cinema di Rossellini sarà un centrale punto di riferimento. Dalla scomparsa del grande maestro del cinema italiano, la famiglia molto allargata dei Rossellini ha fatto celebrare ogni anno alla Civiltà Cattolica una messa di suffragio con padre Fantuzzi sul pulpito a coniugare memoria, spiritualità e settima arte.

Vibrante il rapporto di Fantuzzi con i molti registi agnostici e non credenti

In certe immagini di Bellocchio riscontrava “un’autentica religiosità” che porterà il regista piacentino a seguire Fantuzzi nel dialogo sulla fede “per affetto, per amicizia, ma non per intima convinzione”. Capace di dare per sua stessa ammissione una lettura di “Ultimo tango a Parigi” «larga e non troppo censoria quasi da “confessore” di un’opera complessa e controversa».

Pier Paolo Pasolini

Memorabile il rapporto e l’incontro umano e cinematografico con Pier Paolo Pasolini, regista – ricordiamo – condannato per vilipendio alla religione per l’episodio de “La ricotta” del film “Rogopag”. L’anno successivo, Fantuzzi ancora novizio studente di teologia, vede “Il Vangelo secondo Matteo” e ne coglie una coerenza con il testo evangelico di grande portata. Ricorderà nelle sue note: «Mi sembrò di scoprire, come una no­vità per me sensazionale, la forza del testo evangelico. Fin dall’infanzia avevo sentito leggere e commentare il Vangelo nella messa domenicale. A scuola i professori di esegesi biblica ne smontavano e rimontavano i meccanismi strutturali: la teoria delle forme . Ma solo vedendo quel film mi è sembrato di cogliere, con un so­prassalto, la forza intrinseca del testo, la sua coinvolgente dinamica». Su queste premesse mezzo secolo dopo l’Osservatore Romano di Bergoglio affermerà che è quello il più bel film sulla storia di Cristo.

Fantuzzi diventa amico complice di Pasolini. Il regista invita il gesuita a partecipare alle discussioni della redazione marxista di “Cinema e film”. Il non credente Pasolini si appassiona a scrutare la scelta di farsi prete di Fantuzzi che invece diventerà uno dei più acuti esegeti della ricerca pedagogica e linguistica del regista di Casarsa.

Federico Fellini

Notevole anche il rapporto con Federico Fellini, intenso e costante. Il grande maestro lo vorrà come presenza gradita sul set dei suoi film ( “Andare a trovare Fellini a Cinecittà era come partecipare a una festa piena di colore”) e intrattiene con il gesuita un fervido rapporto. Civiltà Cattolica nel 1960 all’uscita de “La dolce vita” aveva ospitata una feroce stroncatura del film affidata alla penna del gesuita Enrico Baragli. Anni dopo, con un’intervista a Fellini, padre Fantuzzi sulla stessa rivista volle ristabilire la stato delle cose «che rappresentava in un certo senso un omaggio e un atto di riconoscenza verso questo maestro del cinema».

Padre Fantuzzi fu allievo di Metz alla Sorbona apprendendo semiotica, insegnò alla Gregoriana Analisi del linguaggio cinematografico, fu anche buon amico di Gianluigi Rondi, Suso Cecchi D’Amico, Peppino Rotunno. Il direttore dell’Osservatore Romano Monda lo ha definito “Una sorta di rabdomante di Dio nell’insidioso campo dell’arte cinematografica”.

Virgilio Fantuzzi resterà a futura memoria per il suo saper scrivere e per il profondo amore libero che nutriva per il cinema.

Foto copertina: Free-Photos da Pixabay

Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.

Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.