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In tempo di Corona Virus scopriamo altre Corone

Vacanze a km”0”

Ebbene si, alla fine mi tocca ringraziare in parte questa “clausura” imposta dalla pandemia, perché in questo periodo ho anche scoperto il piacere di fare jogging, svegliarmi presto, assaporare un buon un caffè e uscire a correre con l’aria fresca tra i capelli.

Tutto ciò lo trovo molto motivante anche grazie al fatto che lo skyline che si estende di fronte a me si compone da maestose montagne e ampie distese verdi e coltivate. Non siamo in Trentino e neanche in Svizzera, siamo in Piemonte, nei pressi di Torino.

Questa magnifica regione è conosciuta per la sua ampia varietà di biodiversità e per la sua svariata quantità di piatti tipici, ma arte culinaria a parte, vorrei soffermarmi su un particolare progetto messo in atto dalla Regione Piemonte dagli inizi degli anni 90. Si tratta della Corona Verde.

Circondati dai palazzi e non solo!

Nominata così in merito alla sua conformazione circolare, Corona Verde si espande per più di 300 km tra Torino e la provincia. Ciò è nato per creare una sinergia tra natura e urbanizzazione al fine di migliorare il benessere dei cittadini e delle specie endemiche che si trovano sul territorio, supportato inoltre, dalla saggia decisione di collegare la città e i paesi limitrofi ai siti storici quali sono le note regge (12 per l’esattezza), parchi, musei, giardini e castelli.

Il progetto mira a promuovere la conservazione delle oasi verdi che si alternano al tessuto cittadino ed è stato possibile grazie alla creazione di infrastrutture come ponti, sopraelevate e sottopassaggi dediti al passaggio e alla conservazione della flora e della fauna. Inoltre la grande rete fluviale che attraversa il territorio ha permesso così di sviluppare un grande bacino di biodiversità comprendente svariate qualità di specie ittiche e non solo.

Un equilibrio da rispettare

L’idea di creare un comprensorio di queste dimensioni nasce per sensibilizzare cittadini e organizzazioni alla tutela di tali aree. La pulizia degli argini e il mantenimento del letto dei fiumi permettono una convivenza pacifica. Inoltre, essendo questa una regione ad alto tasso agricolo è fondamentale che l’uomo e la natura collaborino in maniera intelligente. Tutto ciò, però, non ha fermato la continua evoluzione della città che, adattandosi a quelle che sono le nuove esigenze ha saputo coniugare la necessità di innovazione e cultura con il benessere psicofisico dei cittadini.

Che storia!

La cosa interessante, è che l’idea di creare un percorso che connetta la città al paesaggio bucolico venne già attuata in tempi passati dai reali, i quali, grazie alle loro ricchezze (le regge e i giardini) crearono una serie di viali destinati a collegare i villaggi alla corte esercitando così la loro supremazia sui sudditi. In seguito, tale itinerario venne soprannominato appunto: “Corona di Delitie” per sottolinearne la bellezza e la maestosità del regno sabaudo.

Per concludere, non posso fare altro che consigliarvi una gita fuori porta a piedi o in bicicletta a vedere qualcosa il cui fascino, nonostante il passare del tempo, è rimasto immutato permettendo così di godere di opere artistiche e architettoniche perfettamente conservate e in sintonia con un territorio tanto “green” quanto innovativo.

Igor Fodella

Igor Fodella

Laureato in economia, amante degli animali, della natura e dello sport ci racconta tutto ciò che è in sintonia con quello che ci circonda per conoscere più da vicino quello che vediamo e viviamo ogni giorno. Acerrimo nemico del monouso e “reporter” per hobby.

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Igor Fodella

Igor Fodella

Laureato in economia, amante degli animali, della natura e dello sport ci racconta tutto ciò che è in sintonia con quello che ci circonda per conoscere più da vicino quello che vediamo e viviamo ogni giorno. Acerrimo nemico del monouso e “reporter” per hobby.

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