In Uk 90 volontari saranno infettati con il coronavirus

In Uk 90 volontari saranno infettati con il coronavirus

Un esperimento del genere è eticamente corretto?

Nelle prossime settimane, un gruppo di 90 volontari verrà deliberatamente infettato con una dose di coronavirus.

Controllando la quantità di virus a cui le persone saranno soggette e monitorandole dal momento in cui verranno infettate, i ricercatori sperano di scoprire come il sistema immunitario risponde al coronavirus, al fine di valutare direttamente l’efficacia dei trattamenti e dei vaccini.

Impareremo moltissimo sull’immunologia del virus“, ha detto mercoledì Peter Openshaw, un professore dell’Imperial College di Londra. Ha aggiunto che lo studio sarebbe in grado di “accelerare non solo la comprensione delle malattie causate dall’infezione, ma anche di accelerare la scoperta di nuovi trattamenti e di vaccini“.

In passato, gli scienziati hanno deliberatamente esposto i volontari a malattie come il tifo e il colera per testare i vaccini. Ma, per queste malattie, esistevano già cure sicure, al contrario del Covid-19; gli scienziati a capo dello studio britannico stanno quindi entrando in un territorio etico in gran parte inesplorato.

Come funzionerà l’esperimento?

Per cercare di garantire che i partecipanti non si ammalino gravemente, lo studio britannico sarà limitato a volontari sani di età compresa tra i 18 ei 30 anni.

Ma ci sono stati casi gravi di Covid-19 anche in quei tipi di pazienti e le conseguenze a lungo termine di quest’infezione sono in gran parte sconosciute. I limiti di età possono anche rendere difficile tradurre i risultati per gli anziani o le persone con condizioni preesistenti, il gruppo target di trattamenti e vaccini, le cui risposte immunitarie potrebbero essere diverse.

Dopo essere stati esposti al virus, i partecipanti saranno isolati per due settimane in ospedale. Per questo e per l’intero anno di appuntamenti di follow-up pianificati, verranno rimborsati con una somma di 4.500 sterline. I ricercatori hanno affermato che ciò compenserebbe le persone per il tempo lontano dal lavoro o dalle famiglie senza creare un incentivo economico troppo grande per spingere un numero troppo ingente di persone a partecipare.

Per ora, i ricercatori esporranno le persone alla versione del virus che circola in Gran Bretagna dalla scorsa primavera, e non alla variante più contagiosa e potenzialmente letale che ha preso piede più di recente. Ma alla fine, hanno detto, potrebbero somministrare alle persone vaccini sperimentali progettati per affrontare l’effetto di nuove varianti preoccupanti per poi sottoporli a quelle versioni del virus.

Ma è eticamente corretto utilizzare delle persone come cavie per sondare gli effetti e le conseguenze di una malattia ancora in parte sconosciuta e in continua evoluzione? Quest’esperimento servirà davvero a individuare una cura efficace per tutti gli strati della popolazione, comprese le fasce più deboli?

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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