Incentivi per la bici, “la nuova carta igienica”

Ma i negozi di ricambi non ripartono ancora

“Nel prossimo decreto legge, ci saranno incentivi per l’acquisto di bici, bici elettriche e monopattini”, così la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli al Corriere della Sera rispetto alle prospettive per la fase 2. La cosa è fondamentale: da un lato permette di limitare l’uso dei mezzi pubblici, dall’altro consente di farlo senza ricorrere all’uso in massa dell’auto privata, fonte di polveri sottili, tanto pericolosi con e senza covid-19. Tuttavia, che le bici continuino a non essere considerate strategiche dalla nostra politica è stato evidente da subito. Da quando, in pieno lockdown, i meccanici potevano stare aperti per garantire ai lavoratori essenziali la possibilità di spostarsi in auto, ma non in bici (nei fatti i negozi di ricambi per bici non potevano aprire e sono tutt’ora chiusi).

“La nuova carta igienica”

Come ha scritto il Guardian, l’Australia sta facendo fatica a fronteggiare il boom di richieste di bici. La chiamano “la nuova carta igienica” perché in molti Paesi anglosassoni – nessuno ha mai capito esattamente perché – la paura della pandemia ha portato ad esaurire le scorte di carta igienica. Allo stesso modo, si vive adesso la gran corsa ad accaparrarsi le bici. Il mezzo è considerato perfetto per fronteggiare la crisi e il post-crisi. Solitario, distanziante, veloce, pratico. Un altro Paese non particolarmente avvezzo all’uso della bici e che vi sta ricorrendo in massa è il Regno Unito: già a inizio marzo la Bbc elencava le bici come una delle poche industrie in forte crescita a seguito della pandemia. Insieme ai giochi da casa, al materiale per orto e giardino, libri elettronica e caffè, è boom di biciclette anche in Uk.

Boom anche negli Usa

Come riporta il New York Times, stessa storia nella patria dei suv. Le vendite crescono, soprattutto le bici per bambini e ragazzi, ma anche per professionisti di ogni tipo, medici compresi, che vogliono un’alternativa alla metropolitana. E possibilmente un’alternativa in linea con la diffusa voglia di salute, benessere e rispetto reciproco. Secondo il giornale americano, la cosa ha già gonfiato i prezzi oltreoceano, dove una due ruote è passata dal prezzo medio di 500 dollari a 800. Motivo in più per apprezzare gli incentivi in arrivo, ma anche per non aspettare troppo a scegliere.

Leggi anche:
Come non farsi rubare la bici: i consigli di un ladro Marche, la destinazione dell’anno (in bici)

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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