India, l’uomo che piantò una foresta con le sue mani oggi fa scuola in Sud America

Come si fa a cambiare il mondo? Leggi questa storia

Trasformare il deserto in foresta è possibile, ma servono investimenti. Non si è lasciato scoraggiare Jadav Payeng, un contadino del nord dell’India, che viveva con la sua famiglia – la moglie e tre ragazzi – in una umile casa. Giorno dopo giorno, a seguito della deforestazione, Jadav vedeva il paesaggio dalla sua finestra sempre più desolato. Gli alberi sparivano, e il deserto avanzava. Gli animali lasciavano la zona arida, che non era più adatta neppure per le coltivazioni. Troppo sterile.

Un umile contadino ha cambiato le cose

Mani grosse e un dolce sorriso, che spicca sulla pelle abbronzata da una vita all’aria aperta, Jadav è un uomo pacato che dà l’idea di tranquillità e sicurezza. Oggi ha 60 anni ed è soddisfatto perché sa di aver fatto qualcosa di importante. Ha piantato una foresta che ora dà rifugio a numerose specie animali ed è diventata un condensato di biodiversità, attirando anche elefanti e bufali. In 40 anni ha creato a poca distanza da casa sua una fitta foresta. Ma con quali mezzi? Come ha fatto un umile contadino indiano, a fare questa opera tutto da solo?

Il successo planetario

La sua storia – ripresa da numerosi media americani e premiata dal governo indiano e che di recente ha avuto nuovi sviluppi – ha dell’incredibile perché mostra come basta l’impegno di una singola persona per far rifiorire il deserto e lascia solo intuire a che traguardi potremmo ambire se lavorassimo tutti assieme nella stessa direzione.

Stando ai dati Fao piu recenti, dal 1990 ad oggi sono stati persi 178 milioni di ettari di verde. La deforestazione colpisce di più Africa e Sud America. Stando alla Fao, gli interventi di piantumazione effettuati dall’uomo rappresentano solo il 3% della superficie boschiva attuale. Dall’altra parte stanno le gigantesche perdite provocate da altri uomini, che disboscano o inceneriscono il tessuto botanico del Pianeta.

La rivoluzione a mani nude

Bene… quarant’anni fa, quando l’agricoltore indiano si accorge che tutto intorno a lui stava cambiando per via della deforestazione, anziché starsene con le mani in mano, Jadav ha fatto qualcosa di molto semplice, ha iniziato a piantare alberi. Ma non poteva certo permettersi di comprarli.

Ogni giorno, per quarant’anni, ha dedicato qualche ora della sua giornata a questo scopo, ma senza spendere nulla. tagliava rami dai pochi alberi rimasti vicino alla sua casa e si incamminava verso la sua destinazione, un’area completamente brulla. Per raggiungerla doveva attraversare un fiume con la sua barchetta e, arrivato sull’altra sponda, camminare per due ore. Arrivato scavava con le mani una piccola buca, per piantarci il suo ramoscello.

Il risultato dopo 40 anni

Il contadino ha fatto questo ogni giorno per tre mesi all’anno, quelli più piovosi, ogni anno, per quaranta anni, finché gli alberi non sono diventati una foresta. Una meravigliosa foresta verde di circa 550 ettari, più grande di Central Park a New York.

Gli alberi, ormai diventati adulti, oggi producono semi che spargendosi sul terreno creano nuova vita in autonomia…naturalmente. Dopo molti anni, anche gli animali hanno iniziato a popolare la foresta. Ci sono elefanti, tigri, rinoceronti e la flora cresce prosperosa. Tornato fertile, il terreno ha permesso a Jadav di tornare a coltivare quella terra con maggior profitto, e guadagnarsi da vivere.

The Forest man of India

Alla fine, la storia dell’agricoltore è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica dai media locali e Jadav Payeng è diventato una star. Le persone hanno iniziato a chiamarlo “Forestman of India”, ovvero l’uomo della foresta indiana. Il presidente gli ha conferito un riconoscimento ed è stato invitato come speaker a numerose conferenze, diventando una fonte di ispirazione per milioni di persone. Un umile contadino che ha semplicemente usato l’antico metodo della talea per moltiplicare gli alberi e cambiare il suo panorama, e il corso della sua vita.

Oggi lavora con il Sud America

Dopo quarant’anni dalla prima volta, oggi Jadav Payeng pianta ancora alberi regolarmente e ha scritto un libro raccontando la sua esperienza e spiegando l’importanza della natura e degli alberi anche alle generazioni più giovani. Di recente, ha firmato un accordo con Fundacion Azteca, un’organizzazione senza scopo di lucro messicana per collaborare a lavori ambientali nel paese nordamericano. La sua esperienza è diventata mondiale. Secondo quanto riferito, il Padma Shri Awardee ha firmato l’accordo durante la Ciudad de Oas Ideas (CDI) a Puebla City con l’ex senatore messicano Ninfa Salinas Sada del Grupo Salinas, alla presenza del fondatore del CDI e dell’UNESCO Goodwill Ambassador for Social Change and the Free Flusso di conoscenza Dr Andres Roemer e naturalista Rituraj Phukan. Sulla collaborazione, l’Ambasciata del Messico in India ha twittato: “Onorato di ospitare lo straordinario attivista ambientale di Flag of India, Jade Payeng. Ha piantato l’intera foresta – 40 milioni di alberi – con le proprie mani. Un’alleanza con @FundacionAzteca guiderà per promuovere la piantumazione di nuovi alberi a Flag of Mexico”.

Volete provare anche voi?

Per aumentare le probabilità che il ramo “afferri” e crei un nuovo organismo seguite questo metodo. Tagliate un ramo, il più dritto possibile, dalla pianta che volete riprodurre. Utilizzate un sasso per spappolare l’estremità del ramo in modo da facilitare la nascita delle nuove radici, oppure incidete la parte terminale del ramo tagliandola in due. Sistemate il ramo in un vaso o bottiglia d’acqua trasparente (la luce deve ben illuminare la base del ramo) per massimizzare le possibilità di successo. Mettete il vaso con il ramo in un luogo ben illuminato, al riparo da fonti di calore e correnti d’aria fredda. Mantenete il livello dell’acqua sempre costante e non sostituitela mai, nemmeno quando vi accorgerete che ha incominciato a intorbidirsi. Quando le radici avranno raggiunto una lunghezza di pochi millimetri, potrete invasare il ramo interrandolo di 5-10 cm. E Buon Natale!

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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