Indice della salute: Bolzano, Pescara e Sardegna le aree più “sane” d’Italia

L’analisi è frutto dell’incrocio di 12 indicatori

L’incidenza delle malattie sul territorio. La possibilità di curarle attraverso i farmaci. E l’accesso alle cure e la disponibilità di personale specializzato, dall’infanzia alla vecchiaia. Oppure, la necessità di spostarsi altrove. Se il solo corpo umano è una complicata macchina con 752 muscoli e circa 260 ossa, il concetto di salute è altrettanto complesso da mettere a fuoco e valutare. Dall’incrocio di ben 12 indicatori è nato l’Indice della salute del Sole 24 ore che incorona Bolzano come provincia più “sana” d’Italia, seguita da Pescara, Nuoro e Sassari.

E, di contro, assegna la maglia nera a Rieti, con Alessandria e Rovigo rispettivamente penultima e terzultima tra le 107 province. Milano, Cagliari e Firenze sono le uniche grandi città nella top ten.

Una fotografia complessa. La classifica finale – seconda tappa di avvicinamento all’edizione della Qualità della Vita 2019, nel trentesimo anniversario dell’indagine che misura i livelli di benessere del territorio – è il risultato della media dei punteggi ottenuti dai diversi territori nei singoli indicatori. Che, a loro volta, incarnano tre aspetti fondamentali della salute: performance demografiche registrate negli ultimi anni (ad esempio, l’incremento della speranza di vita alla nascita); fenomeni socio-sanitari (come la mortalità annua per tumore e per infarto e il consumo di farmaci); livelli di accesso ai servizi sanitari (dall’emigrazione ospedaliera alla disponibilità di posti letto e di medici). I dati più positivi, in generale, arrivano dalle province del Trentino Alto Adige, seguite dalla Sardegna e dalla Lombardia, mentre le performance più negative, sempre su base regionale, sono quelle di Lazio, Basilicata e Campania. Stringendo il focus, emergono alcuni singoli primati.

Record positivi e negativi. La provincia di Gorizia, per esempio, vanta il più alto incremento della speranza di vita media: è salita di ben 4,6 anni negli ultimi quindici anni, toccando quota 83,2 anni (età attesa alla nascita). Al tempo stesso, però, registra un’elevata diffusione dei farmaci per curare l’ipertensione (è all’88° posto nella classifica sui volumi di pillole acquistate)e il diabete (59° posto). Le province in cui muoiono meno persone – in base al tasso standardizzato, calcolato al netto di fattori distorsivi legati all’età della popolazione – sono Pordenone, Trento e Rimini. Se si guarda alla mortalità per tumore, invece, spiccano per la bassa incidenza Sassari, Crotone e Barletta-Andria-Trani. Sassari è prima anche per (minore) numero di infarti miocardici acuti che portano al decesso.

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