Inquinamento senza confini

Uno studio dimostra che in Europa l’unica cosa sempre più libera di circolare è l’inquinamento

Mentre i politici inglesi discutono ancora di come realizzare la Brexit, alcuni giornalisti della tv nazionale britannica BBC si sono concentrati sui confini dell’inquinamento, e hanno chiesto agli scienziati del programma di osservazione satellitare Copernicus di realizzare una mappatura che mostrasse come si muove il biossido di azoto nell’atmosfera europea in una settimana-tipo, tra il 5 e il 10 gennaio.

Il risultato si può vedere molto bene qui.

Come è facile intuire, questo gas, prodotto in conseguenza alla combustione dei veicoli e delle attività industriali, si comporta come tutti gli altri gas in atmosfera e si sposta liberamente, senza “rispetto”per i confini nazionali. Si vede dalla prima occhiata come nasca dalle zone più densamente popolate, dalle grandi città e distretti produttivi, e poi si muova.

Come spiegano gli stessi scienziati alla BBC, questo gas è più pesante dell’aria, e quindi si sposta sempre vicino al suolo. Per questo motivo rimane facilmente “intrappolato” da avvallamenti e catene montuose, unico confine che rallenta la sua corsa.

Nell’animazione le zone bianche sono quelle a più alta concentrazione di biossido di azoto e, come sottolinea lo stesso servizio della BBC, si vede bene come le Alpi in Italia aiutino ad “intrappolare”le emissioni generate in Pianura Padana, rendendola una delle zone più inquinate d’Europa.

Il biossido di azoto è un inquinante che provoca diversi tipi di problemi, alle mucose, ai polmoni e alla salute dell’uomo in generale, ma anche alla crescita delle piante, è anche corrosivo per i metalli e grazie alle precipitazioni contribuisce al deterioramento degli edifici.

 

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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Margherita Aina

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi