Io invalida accudita da mio padre (84 anni) e scavalcata dai “panchinari” del vaccino

Da un lato ci sono i “panchinari” del vaccino. Dall’altro c’è la vita reale di chi non ha santi in paradiso. Questa la storia di Tania e Carlo

Da un lato ci sono i “panchinari” del vaccino. Dall’altro c’è la vita reale di chi non ha santi in paradiso.

“Al momento della nascita mi mancava l’ossigeno”. Tania Comisso, 48 anni, è nata con la tetrapesi spastica con atetosi, sta su una sedia a rotelle e vive con il padre Carlo, 83 anni e a sua volta portatore di moltissime patologie. Non fragili, fragilissimi, eppure invisibili sia per l’Asl sia per la Regione. Da un anno non escono di casa per paura di contrarre il Covid-19 che per loro sarebbe fatale.

Non rientrando tra le malattie e le categorie di invalidità previste, non essendo mai stata curata in una struttura pubblica che possa metterla in lista sulla base di una cartella clinica o un registro, Tania è come se fosse una qualsiasi quarantenne in salute e rischia di vaccinarsi alla fine del 2021.

“Cerco di stare tranquillo perché quando perdo la pazienza e mi arrabbio il il tremore aumenta”, dice Carlo, affetto, tra le varie cose, dal Morbo di Parkinson. La somministrazione della prima dosa gli era stata fissata il 22 aprile, la seconda il 13 maggio. Ieri un sms lo ha avvisato di avere anticipato al 4 aprile la vaccinazione. E Tania? Niente. Per smuovere la situazione, il 12 marzo Carlo ha scritto al Presidente di Regione Stefano Bonacci una lettera. Risposte? Nessuna.

Lettera inviata al Presidente di Regione Stefano Bonaccini

Carlo è a tutti gli effetti il caregiver di sua figlia, sebbene la parola, dice, “non significhi nulla né ha una valenza legale. Io mi dedico tutti i giorni, 24 ore su 24, a mia figlia, invalida al 100% dalla nascita, non so se questo sia fare il caregiver, e non so se il signor Scanzi faccia altrettanto coni suoi genitori”.

“Avrei preferito che Andrea Scanzi facesse la battaglia per i disabili anziché farsi vaccinare lui. Si fa vaccinare per dar l’esempio agli altri! Ma porca miseria, aiutasse me a far valere i miei diritti! Se Scanzi si fosse presentato all’appuntamento con una persona anziana oppure con un ragazzo disabile da far vaccinare al suo posto sarebbe stato un bel gesto forte“, gli fa eco Tania. Lo sarebbe stato, sì.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

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