Io vorrei il Partito dei Migranti

(Raniero Virgilio, fisico cibernetico, dopo Irlanda e Svezia ora vive a Berlino e lavora a Praga)

Perché migranti siamo in tanti. Quelli disperati dal Nord Africa. Ma migrante sono anche io da dieci anni. Dieci anni in cui produco, come altre centinaia di migliaia, assai più di chi non è emigrato, generando profitto per tasse che paghiamo in molti paesi diversi, pur non usufruendo dei relativi servizi. Io pago le scuole ceche anche se i miei figli non le frequentano, pago gli ospedali tedeschi in cui non vado e le strade italiane in cui non vivo. Noi siamo quelli che lasciano il 15% di mancia nei ristoranti napoletani e fanno gli abbonamenti agli stadi andandoci tre volte in un anno e compriamo case e fittiamo camere d’albergo nei luoghi d’origine riportando in patria un parte cospicua di quanto prodotto e guadagnato altrove. Noi immigrati facciamo girare l’economia. Siamo noi a farlo. A creare i network di conoscenze e competenze. A tenere i legami economici e culturali.
E lo facciamo senza rappresentanza politica. Non possiamo votare in nessuno dei paesi che ci ospitano, e il nostro voto in Italia rimane muto e inutile. Noi immigrati siamo il primo motore del continente, dal venditore ambulante al semaforo fino al CEO della multinazionale, siamo il principale motivo per cui gli anziani possono prendere la pensione non muovendo un dito in patria e i meno anziani il sussidio di disoccupazione senza faticare un giorno, per poi tutti votare per chiudere le frontiere principalmente contro di noi, per impedire lo scambio, per rallentare le integrazioni. Gli stanziali usano l’ipocrita voto di protesta per buscare parte di ciò che noi produciamo, beccandosi contributi che noi, per mancanza di leggi, non potremo mai neppure riscattare un domani.
Noi siamo i lavoratori. E noi, immigrati più fortunati di quelli in fuga, dovremmo formare la leadership di un partito dei migranti. Richiedendo la rappresentatività che ci manca. Ricominciando il vero cammino di un partito internazionalista e progressista, da sempre partito dei “lavoratori” – a prescindere da origine, colore, razza e religione. La-vo-ra-to-ri. Che lavorano i weekend da anni senza chiedere una legge di tutela da bambocci. Perché siamo noi il motore, e siamo stanchi di creare ricchezza per farla mangiare agli stanziali imbolsiti.
E un partito del genere dovrebbe chiedere poche cose ma chiarissime: diritto di cittadinanza immediato, che richieda sei mesi di lavoro in un paese; nessuna necessità di documentazione per muoversi liberamente; diritto conseguente di voto immediato, a sei mesi di occupazione in una nazione. Togliete a noi il voto italiano all’estero e datelo ai migranti ganesi, nigeriani, libici in Italia, e vedremo se vince Di Maio con Salvini. Date a noi il diritto di voto in Irlanda, Germania, Francia, e vedremo se vincono le destre populiste e xenofobe o se la Le Pen finisce nel cesso.
Noi migranti siamo il traino e siete voi stanziali a fare solo da zavorra. E ora ci avete rotto…

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Raniero Virgilio

Raniero Virgilio

Fisico cibernetico, dopo Irlanda e Svezia ora vive a Berlino e lavora a Praga. Viaggia, difficilmente emigra. Lo annoiano le patrie e le città da difendere. Scrive per Il Napolista.

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Fisico cibernetico, dopo Irlanda e Svezia ora vive a Berlino e lavora a Praga. Viaggia, difficilmente emigra. Lo annoiano le patrie e le città da difendere. Scrive per Il Napolista.