Iraq: la guerra è finita solo in tv!

Sull’Iraq i media hanno battuto record storici di bugie.

E adesso ci dicono che “la situazione si è normalizzata dopo la sconfitta dell’Isis”. Hanno fatto perfino le elezioni… L‘Iraq rinasce… Attentati a parte…

Che vergogna.

Mi ricorda le parole del Poeta, quando dice: “Dalla tua bocca sgambettano scarafaggi malati di dissenteria!”

Basterebbe uscire dalla capitale e andare verso nord, passando di villaggio in villaggio, per rendersi conto di quanto sono bugiardi i telegiornali.

Continuamente ti trovi la strada sbarrata da un posto di blocco. E per passare devi pagare un dazio, dare qualche cosa. Ci sono le truppe regolari, la polizia, le milizie iraniane, filo-russe, saudite, filo-turche, e anche avanzi degli eserciti cristiani, mercenari e se incontri l’unico mafioso vero, siciliano, con il mitra più grande di lui, ti sembra il più civile di tutti, un filosofo della guerra. Italiani brava gente.

E ogni notte uno dei signori della guerra che controlla una brigata o un battaglione, decide di far fuori una famiglia, di depredare un villaggio, di bruciare qualche cosa. Sullo sfondo passano migliaia di camion che portano il petrolio iracheno, clandestinamente, in Iran, in Turchia, in Siria. Petrolio, opere d’arte e qualunque cosa questa terra abbia ancora da farsi rubare. E a ogni posto di blocco si contratta con il bandito di quartiere, di villaggio, col signore del ponte, col razziatore locale.

L’Iraq era un paese ricco, moderno, laico. Lo hanno distrutto fisicamente con migliaia di bombe, lo hanno contaminato con i proiettili all’uranio impoverito, hanno chiamato mercenari da tutto il mondo “per rimettere ordine”… È stato come armare coi bazooka la ‘ndrangheta, il cartello di Medellin e gli Skorpios di Chicago dopo aver sciolto l’esercito e la polizia.

Uno scenario medioevale con un popolo ridotto al terrore, alla tolleranza dell’ignobile. Uno stillicidio di omicidi e violenze di ogni tipo. Ma questi imbecilli dei media guardano e sentenziano: “Questa è solo malavita locale”. E non si rendono neanche conto delle balle putride che raccontano. Vedere l’Iraq sul monitor in un hotel del quartiere occidentale blindato è difficile. D’altronde mica tutti nascono eroi…

Così nessuno vede che in mezzo a quel canaio, a far la parte del pesce grosso, ci sono il fior fiore dei cattivi Usa e Inglesi.

In effetti il problema dell’Iraq è la malavita… Magari non proprio locale… E in Afghanistan è uguale. Quando sono arrivati i liberatori a difendere la democrazia producevano meno del 5% dell’oppio mondiale (perché i Talebani sono stronzi ma ce l’hanno con gli spacciatori).

Ora, secondo i dati Usa, vi si produce più del 90% dell’oppio mondiale. E chi se lo compra? Dove finisce? Siamo certi che neanche un grammo arrivi negli Usa?!?!

Mi piacerebbe tanto fare oggi un dibattito televisivo con quelli che 15 anni fa dicevano che era giusto andare a combattere il terrorismo in Afghanistan e Iraq, e quelli che l’altro ieri gridavano che l’intervento in Libia era necessario…

Un milione di morti dopo (forse molti di più) con un’intera area del mondo devastata, con una dose di dolore talmente grande che non puoi neanche contarla, con una guerra che ha cambiato nome ma continua… dimmi ancora che era indispensabile. Dimmelo!!! Dimmelo!!!

Dimmi che hanno vinto i buoni!

E poi vai a letto a dormire senza pensare che corri il rischio che il tuo Dio ci sia veramente e che decida che sei indegno.

E tu lo sai che il tuo Dio non è quello misericordioso.

Perché tu, quello misericordioso non l’hai mai pregato.

 

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Jacopo Fo

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