Israele ha bombardato un sito nucleare iraniano?

Israele ha bombardato un sito nucleare iraniano?

Molte ombre dietro l’incidente avvenuto a Natanz in Iran

Come riferisce il francese Courrier International Teheran ha dato notizia giovedì 2 luglio di un “incidente” nel centro nucleare di Natanz, un complesso che ospita un importante impianto di arricchimento dell’uranio ma i giornali iraniani in genere non hanno dato rilievo alla notizia.

Per trovare traccia dell’accaduto bisogna far riferimento al giornale iraniano di ispirazione riformista Etemaadche ha dedicato la sua prima pagina alla foto dell’edificio bruciato presentato dalle autorità iraniane come il complesso nucleare danneggiato a Natanz,

Centrifughe per la produzione di uranio arricchito

Il complesso nucleare, secondo quanto riferiscono le autorità iraniane, era destinato all’assemblaggio di centrifughe avanzate per la produzione di uranio arricchito.

Consiglio di sicurezza iraniano: conosciamo le cause ma non possiamo divulgarle

“Le cause dell’incidente sono informazioni segrete riservate fino a nuovo avviso”, scrive Etemaad, citando la dichiarazione del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniana.

Il consiglio supremo di sicurezza ha diramato infatti un comunicato in cui afferma di aver trovato le vere ragioni dell’esplosione a Natanz dopo “indagini approfondite” ma che per “ragioni di sicurezza” non è possibile divulgarle.

Sabotaggio o bombardamento israeliano?

Nel suo articolo per Etemaad, la giornalista Sara Masoumi parla di teorie sollevate dai corrispondenti stranieri nel paese sull’origine di questa esplosione, incluso un possibile atto di sabotaggio israeliano o persino di “bombardamenti israeliani”, “senza poter affermare o negare “ nessuna di queste possibilità, sottolinea nel suo articolo.

“L’ultima goccia che farà traboccare il vaso”

La giornalista riepiloga anche la storia dell’accordo nucleare di Teheran raggiunto nel 2015 con gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia, la Russia, la Cina e la Germania e il ritiro unilaterale dall’accordo del presidente americano Donald Trump nel maggio 2018. “Mentre per un anno da quando gli Stati Uniti si sono ritirati dall’accordo nucleare, l’Iran ha continuato a onorare tutti i suoi impegni, nonostante la passività degli europei, questi ultimi eventi potrebbero essere l’ultima goccia che farà traboccare il vaso” scrive Sara Masoumi alludendo a una possibile uscita di Teheran dall’accordo.

“Se l’attacco alle strutture di Natanz si rivelerà vero, dobbiamo aspettarci che l’Iran reagisca e che nuove carte vengano messe sul tavolo da gioco del dossier nucleare iraniano”, scrive ancora, senza dare altri dettagli.

La foto dell’edificio bruciato a Natanz (Isfahan), documento del 5 luglio. FOTO / Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran / WANA (Agenzia di stampa dell’Asia occidentale)

I fantomatici “ghepardi delle patria”

Il 2 luglio, poche ore dopo la conferma da parte di Teheran dell ‘”incidente” sul sito nucleare di Natanz,il canale televisivo della BBC dedicato all’Iran, trasmesso da Londra in persiano, ha pubblicato una dichiarazione di un fantomatico gruppo, ghepardi della patria, che ha rivendicato la responsabilità dell’esplosione. La dichiarazione è stata inviata ai giornalisti poche ore prima che Teheran confermasse l’incidente.

I membri di questo gruppo completamente sconosciuto si presentano come elementi “attivi all’interno delle autorità di sicurezza iraniane” con l’obiettivo di “liberare” il popolo iraniano.

Altri venti di guerra?

Questo 5 luglio, il portavoce dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica (OIEA), Behrouz Kamalvandi, ha confermato che nel centro di Natanz “il danno subito è significativo sul piano finanziario” ma confermando che un nuovo sito “più grande e meglio attrezzato” lo sostituirà presto. “Si sta valutando quale sarà il luogo di costruzione del nuovo sito. Potrebbe essere situato nello stesso posto o, tenendo conto delle considerazioni relative al controllo antiaereo, potrebbe essere costruito altrove” ha detto Behrouz Kamalvandi.

Le sue dichiarazioni, e in particolare l’allusione a “considerazioni relative alla difesa aerea”, sembrano sostenere ulteriormente le voci che l’incidente di Natanz sia stato causato da un attacco aereo israeliano.

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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