Israele: vince Netanyahu

Qual è la sua politica e che futuro per la Palestina?

La coalizione di destra ottiene la maggioranza dei seggi alla Knesset; Benjamin Netanyahu, va verso la conquista del suo quinto mandato, sarà il premier uscente ad avere l’incarico di formare un nuovo governo. Dopo la pubblicazione ufficiale dei risultati che avverrà oggi, partirà il complesso iter per la formazione del nuovo governo.
Non sono bastate neanche le accuse in corso di frode e corruzione per affossare la popolarità di “King Bibi”, come lo chiamano i sostenitori. Fortemente sostenuto anche da Donald Trump, popolare in Israele dopo la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale e la promessa di annettere parti della Cisgiordania, questa vittoria ha letteralmente offuscato qualsiasi possibilità di dialoghi e trattative. Come dichiarato dall’Olp – Organizzazione per la liberazione della Palestina – «Gli israeliani, con il loro voto, hanno scelto il razzismo e il conflitto permanente». Emblematico il commento ai risultati elettorali di Hanan Ashrawi, esponente di spicco della politica palestinese, rilasciato a The Guardian: «Gli elettori israeliani hanno scelto i loro rappresentanti. Purtroppo hanno votato a stragrande maggioranza per candidati che sono inequivocabilmente impegnati a consolidare lo status quo di oppressione, occupazione, annessione e espropriazione in Palestina. Hanno scelto un parlamento a schiacciante maggioranza di destra, xenofobo e anti-palestinese. L’agenda estremista e militarista, guidata da Benjamin Netanyahu, è stata incoraggiata dalle politiche sconsiderate dell’amministrazione Trump». 

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Elezioni in Israele: vince di misura Netanyahu.
Ce l’ha fatta. Benjamin Netanyahu è proiettato verso la conquista del suo quinto mandato. Quando siamo ormai al 99% dei voti scrutinati, il leader del Likud è in vantaggio, anche se solo di stretta misura, sullo sfidante Benny Gantz e raccoglie il 26,47% ha raccolto con più di 3 milioni e 900mila voti, mentre il rivale Blu e Bianco è fermo al 26,11%. In relazione all’esito tutt’altro che scontato, visto che le due formazioni sono quasi alla pari, la coalizione del premier arriverebbe così ad assicurarsi un margine di maggioranza sufficiente per continuare sul solco tracciato.
Per la precisione il Likud e il Blu Bianco di Gantz hanno avuto 35 seggi ciascuno nel Parlamento di Gerusalemme, la Knesset. Ma a livello di coalizione di governo, quella di destra del premier può contare su 65 seggi su 120 alla Knesset contro i 56 attribuibili al centrosinistra di Gantz. 
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Fonte: QUOTIDIANO.NET

Elezioni Israele, la vittoria di Netanyahu è clamorosa. Ma non risolverà i problemi del Paese, anzi. (…)
La coalizione che nascerà nei prossimi giorni sarà solida e molto nazionalista. In questo assemblaggio politico Netanyahu avrà il sostegno di due partiti ortodossi che con esercito, istruzione e cultura hanno poco a che fare. I partiti ortodossi – più che ai reali problemi di Israele – sono interessati a portare avanti la loro agenda politica, sempre autoriferita.
Un governo di questo tipo cercherà, temo, di annettere una parte dei territori occupati nel ’67. I palestinesi troveranno un governo che non ha alcuna intenzione di mettere fine all’occupazione: tutt’altro, ovvero far diventare le colonie parte integrante dello Stato ebraico, senza badare minimamente alle reazioni internazionali e al mancato riconoscimento della validità legale di questo passo. Per non parlare delle reazioni belliche che Hamas metterà in campo.
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Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT – Alon Altaras

I primi sconfitti nelle elezioni in Israele sono i palestinesi. In queste ore nelle quali in Israele si stanno tirando le somme sui risultati delle recenti elezioni dove appare chiara la vittoria della coalizione di destra guidata dal Likud di Netanyahu, si parla poco dei veri sconfitti: i palestinesi. La questione palestinese è stata totalmente ignorata durante la campagna elettorale. Non era mai successo prima dove, anzi, proprio la questione palestinese era sempre stata al centro del dibattito politico e delle divisioni tra destra e sinistra. Forse questa è stata la vera vittoria politica di Benjamin Netanyahu che è riuscito a mettere nell’angolo dell’inutilità tutto quanto riguarda i rapporti tra Israele e gli arabi cosiddetti “palestinesi”. 
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Fonte: RIGHTSREPORTER.ORG– Franco Londei

Fonte immagine copertina: IlSole24Ore

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