Iss, meno fumo in gravidanza. Ma l’allattamento dura poco e un bimbo su tre viaggia in auto slacciato

Troppi i piccoli ancora esposti al fumo passivo e all’uso di tablet e smartphone

Aumenta la consapevolezza delle mamme italiane su molte delle “buone pratiche” da attuare per favorire un sano sviluppo dei bambini a partire da quando sono ancora nel pancione, ma restano ancora da promuovere alcuni comportamenti importanti per la salute dei bimbi come l’assunzione dell’acido folico in gravidanza per la prevenzione delle malformazioni congenite – che si assume troppo tardi – e l’allattamento al seno – che dura ancora troppo poco. Dai primi risultati del “Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia” coordinato dall’Istituto superiore di sanità emergono luci e ombre. E i dati riguardanti il fumo ne sono un esempio: se la stragrande maggioranza delle mamme evita di fumare durante la gravidanza (il 94%), l’8% dichiara invece di fumare in allattamento, e a conti fatti la percentuale di bambini potenzialmente esposti al fumo passivo per via della convivenza con un genitore o altra persona fumatrice è del 42%, quasi uno su due.

Ancora pochi bimbi allattati in modo esclusivo

Luci e ombre anche sull’assunzione dell’acido folico e sull’allattamento: se quasi tutte le mamme (97%) hanno assunto acido folico in occasione della gravidanza, poche (21%) lo hanno fatto in maniera appropriata iniziandolo almeno un mese prima del concepimento. Quanto all’allattamento, sebbene sia diminuita la percentuale delle mamme che non allatta, sono ancora troppo pochi i bimbi allattati in maniera esclusiva – appena il 23% a 4-5 mesi di età – e un bambino su dieci non è mai stato allattato.

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Ampi margini di miglioramento

I mille giorni che intercorrono tra il concepimento e il compimento del secondo anno di vita sono cruciali per il benessere futuro del bambino perché si pongono le basi per un suo sano sviluppo psico-fisico. “I dati raccolti mostrano ampia variabilità nei comportamenti e ampio margine di azione e di miglioramento – afferma Angela Spinelli, Direttrice del Centro Nazionale Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute dell’Iss –. Se da una parte evidenziano che ormai molti genitori hanno compreso l’importanza di mettere a dormire i neonati a pancia in su nel rispetto di quanto raccomandato per prevenire la morte improvvisa in culla ed è diminuita la percentuale di mamme che non allattano, mettono anche in risalto che ancora solo una mamma su 4 allatta il proprio bambino in maniera esclusiva a 4-5 mesi di vita e ancora molte donne non assumono l’acido folico prima dell’inizio della gravidanza”.

Tra bambini su dieci slacciati dal seggiolino

Circa il 15% delle mamme di bambini con meno di 6 mesi riferisce di avere difficoltà nel farli stare seduti e allacciati al seggiolino auto, quota che sale al 34% dopo il primo anno di vita. Troppi, infine, i bambini che passano del tempo davanti a uno schermo (tv, computer, tablet o telefono cellulare) già a partire dai primi mesi: il 34% dei piccoli con meno di 6 mesi e ben il 76% dei bambini dopo il primo compleanno. Mentre gli esperti raccomandano di evitarne l’uso tra i bambini al di sotto dei 2 anni di vita e, nel caso di bambini più grandi, di utilizzare queste tecnologie in presenza di un adulto.

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Primi 1000 giorni, fase delicatissima

“Bisogna rendere le mamme consapevoli del fatto che è fondamentale leggere regolarmente al bambino fin dai primi mesi di vita, così come devono regolare l’esposizione dei propri figli a tv, computer, tablet o telefono cellulare – ha commentato la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa -. Su numerosi aspetti occorrerà studiare forme e linguaggi per far comprendere alle future madri quanto questa delicatissima fase, che va dal concepimento al compimento dei due anni, possa determinare in larga parte gli anni della maggiore età e della maturità. Le bambine ed i bambini hanno bisogno di un’attenzione speciale”.

Dodici regioni coinvolte

Lo studio, svolto in collaborazione con la Ulss 9 Scaligera di Verona e promosso e finanziato dal Ministero della Salute, ha coinvolto circa 30 mila mamme intercettate tra dicembre 2018 e aprile 2019 nei centri vaccinali di 11 regioni (Piemonte, Valle d’Aosta, provincia autonoma (PA) di Trento, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna). La Regione Toscana ha partecipato fornendo i risultati dell’Indagine sul percorso nascita già attiva sul proprio territorio.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.