Italiani ancora brava gente?

Sembra che il valore dell’accoglienza di cui siamo tanto orgogliosi sia in crisi.

Tanti segnali…
La politica degli sgomberi dei luoghi di accoglienza, precari e su base volontaria, ultimo in ordine di tempo ancora una volta Baobab a Roma, senza che gli sgomberati, pur avendo diritto ad un alloggio, se ne vedano offerto uno.
Le sanzioni sempre più diffuse a chi mendica.
Fino alla progressiva scomparsa delle panchine nei luoghi pubblici: stazioni, giardini… o la loro trasformazione in trappole scomode per chi ci si siede per scoraggiare il loro uso prolungato da parte di chi non ha alternative.
Sono tanti tasselli che fanno nascere un dubbio: noi italiani siamo ancora brava gente, amichevole, accogliente, tollerante, come secondo tradizione ci siamo sempre considerati e vantati di essere?

Vi ricordate di Gentilini?
Vent’anni fa fece scalpore la decisone dell’allora Sindaco di Treviso Gentilini di togliere le panchine “perché le usavano gli immigrati”, ora la cosa si è diffusa a macchia d’olio e sembra diventata normale, non ci si fa più caso.

La strage delle panchine.
Perfino nell’ipertecnologica stazione dell’Alta Velocità di Bologna, come abbiamo già raccontato e denunciato (clicca qui), non sono state installate le panchine lungo le piattaforme di attesa dei treni. E in quel caso le spiegazioni date dalla presidente di Grandi Stazioni a Jacopo Fo (clicca qui) hanno rasentato il surrreale: “perché sedersi vicino ai binari è pericoloso” (quindi stare in piedi no…), “se ne mettessimo qualcuna poi magari alle persone piacerebbero e dovremmo metterne tante…”.
Il caso della mancanza di sedute nelle stazioni oltre che a ragioni di deterrenza nei confronti dei tanto temuti senza fissa dimora si mescola anche con ragioni di calcolo economico: se vuoi sederti hai a disposizione le sedie dei bar, dei ristoranti interni… e quindi se vuoi sederti paghi, se puoi…
E, stando così le cose, c’è chi si arrangia come si vede dalla foto qui sotto.

Orban e noi.
Ha fatto scandalo (non tra tutti gli italiani, a dire il vero) la decisione del governo ungherese di mandare in galera i senza fissa dimora che si rifugiano nei luoghi pubblici (clicca qui) dopo aver sequestrato e distrutto i loro pochi beni. Le immagini dello sgombero del Baobab, con la distruzione delle masserizie di chi ci abitava in modo precario, non sono molto dissimili.

La sedia, la panca, il trono… rappresentano il grembo della Grande Madre, il ventre immaginale e infinito della natura in cui tutto viene concepito… Perfino nelle sedie comuni è visibile la presenza della dea, nelle loro gambe, braccia e schiene… Per le persone abituate a sedersi per terra, una sedia rappresenta una forma di elevazione” (Traduzione da ARAS, Archive for Research in Archetypal Symbolism)

Fonti immagini: Left.it, RomaSociale.com, Dire.it

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Project Manager di People For Planet

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Bruno Patierno

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