Jacopo Fo: “Si cambia solo con la cooperazione”

Unione, collaborazione e professionismo. Ecco cosa serve per cambiare veramente le cose. È quanto afferma Jacopo Fo che abbiamo intervistato, partendo da una riflessione sulla rivoluzione del ’68 che, pur avendo coinvolto una vasta parte della società civile, non è riuscita a raggiungere pienamente gli scopi ai quali ambiva.

Ecco la seconda parte della nostra intervista a Jacopo Fo, realizzata qualche settimana fa alla Libera Università di Alcatraz (PG). Siamo partiti da una riflessione sul ‘68 e in particolare sul perché rivoluzioni di così ampia portata non siano riuscite a raggiungere pienamente gli scopi a cui ambivano, interrogandoci in seguito su cosa potremmo imparare oggi dalla storia per non ripetere ciclicamente gli stessi errori.

Non è un caso se l’abbiamo chiesto proprio a Jacopo: ex sessantottino, tuttora impegnatissimo nella “rivoluzione culturale” dei giorni nostri. Ne è venuta fuori una preziosa riflessione su cosa andrebbe fatto al giorno d’oggi per realizzare una vera rivoluzione, tanto sul piano culturale che su quello materiale.

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