Kalashnikov venderà fucili, souvenir… e auto elettriche

Il colosso russo sfida Tesla

Nel 2013 i conti aziendali erano in rosso, nel 2015 è stata aperta una fabbrica negli Usa, lo scorso anno è arrivato l’annuncio della nuova privatizzazione. Con la diversificazione come unica strategia possibile, ormai Kalashnikov non vende più soltanto i celeberrimi fucili d’assalto AK-47 ma anche altre armi, abbigliamento e persino souvenir. Come se non bastasse lo shop aperto all’aeroporto di Mosca con portachiavi, magliette, fucili di plastica e gadget vari, ecco che arriva il prototipo di un’auto elettrica, che sicuramente non brilla per bellezza estetica ma è il simbolo della sfida dichiarata a Tesla.

Il design vintage della vettura della Kalashnikov è però voluto, ispirato alla Ij-Kombi, un’auto sovietica che i potenziali clienti quindi non faticheranno a ricordare. L’esordio della CV-1 è avvenuto ad agosto durante l’International Military Technical Forum ‘Army 2018’ di Mosca, quando il prototipo è stato sfoggiato allo stand aziendale. Anche il colore – un azzurrino tenue – inganna, visto che la carrozzeria conterrebbe il cuore tecnologico modernissimo di un’auto futuristica pronta a sfidare gli ultimi modelli elettrici delle maggiori case produttrici di tutto il mondo e, in particolare, le auto di Elon Musk. Quando? Per ora top secret, così come i dettagli della tecnologia impiegata, tutto frutto di casa Kalashnikov. La promessa è quella di un motore da 300 cavalli e un’autonomia fino a 500 km in base alla potenza richiesta (350 km a velocità di crociera e 220 kw).

Non solo. La mobilità elettrica sarà davvero un nuovo fronte che l’azienda vuole aprire e sul quale si concentrerà intensamente. Sono stati infatti presentati anche alcuni modelli di moto elettriche, che in un primo tempo saranno commercializzati in versione da enduro ma senza porre alcun limite alla loro evoluzione. Pare anche che il vero modello di auto elettrica che arriverà concretamente sul mercato sarà diverso dal prototipo azzurro, seppur mantenendo i dettagli vintage che tanto colpiscono – nel bene e nel male – e che comunque sono in linea con un trend di rivisitazione del passato molto in voga tra i produttori.

Tutto questo mentre il competitor al quale l’azienda russa fa riferimento se la deve vedere con uno scompiglio mai visto prima. Con un Tweet, Elon Musk aveva annunciato di voler ritirare Tesla dalla Borsa e di cederla al fondo sovrano saudita Pif per un prezzo ad azione calcolato con un premio del 20% rispetto alle quotazioni di quei giorni. Dopo la causa da parte della Securities and Exchange Commission per turbativa d’asta, Musk ha scelto il patteggiamento e ha lasciato la presidenza di Tesla, che così ora fa ancora più gola a molti altri produttori che vorrebbero sviluppare meglio il business dell’auto elettrica con una produzione di massa, la stessa che finora è stato l’ostacolo insormontabile di Tesla, alle prese con i 400 mila ordini di Model S impossibili da evadere e finiti tristemente con inevitabili rimborsi.

 

Fonte foto: https://kalashnikov.media

Immagine di copertina: fotomontaggio di Armando Tondo

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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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