Karl Marx e il comunismo: il più grande scherzo della storia umana? Apriamo il dibattito.

E se Marx avesse concepito l’idea del comunismo e della ineluttabilità storica del crollo del capitalismo nel tentativo di spaventare a morte i borghesi e costringerli a diminuire la loro protervia criminale?

All’indomani dell’invasione della Cecoslovacchia fui minacciato da un vecchio militante comunista perché durante una riunione del PCI avevo affermato che il dittatore Stalin era stato sostituito da altri non meno spregevoli dittatori.
Avevo 13 anni e riportavo quel che avevo sentito dire da mio padre, che all’indomani dei massacri di Praga aveva ritirato l’autorizzazione a rappresentare i suoi spettacoli nei paesi dell’Est.
Il vecchio compagno mi disse in comasco stretto: “Te adesso potrai uscire da questa riunione, ma guarda che una volta non saresti uscito.” La frase sottintendeva che non sarei uscito vivo.
Il Libro Nero del Comunismo quantifica in più di 100 milioni i morti causati dai comunisti.
In questo numero sono compresi le decine di milioni di morti provocati dalle carestie che colpirono Russia e Cina dopo la rivoluzione.
I morti assassinati direttamente sono, secondo questi calcoli, “solo” alcuni milioni.

Per condannare i regimi comunisti non ha importanza il calcolo esatto. Come ebbi occasione di dire a un giovane nazista, per me Hitler sarebbe stato un criminale anche se avesse ucciso un solo bambino russo, ebreo, serbo o zingaro.
Interessante però notare che la maggioranza delle vittime dei regimi comunisti erano comunisti anch’essi.
Il che fa sospettare che la grande vergogna del comunismo reale fu quella di aver portato al potere criminali che poco o nulla avevano a che fare con l’ideologia fondata da Marx ed Engels tanto che per prima cosa dovettero ammazzare chi all’interno del partito si opponeva alla loro ascesa.
Ma neppure questo può sminuire il fatto che la teoria comunista è stata incapace di fare argine alla presa del potere di assassini. È evidente che l’ideologia stessa ha in sé i germi mortali che permisero a questi criminali di prendere il potere.
Se vogliamo dare un giudizio corretto dell’esperienza comunista non possiamo porci una domanda essenziale: quanti morti ha causato il capitalismo?
Il numero è spaventoso.
Le guerre imperialiste e la repressione delle lotte dei popoli hanno causato più di un miliardo e mezzo di morti.
Dovendo equiparare questo calcolo a quello effettuato rispetto al comunismo, dovremmo aggiungere le morti sul lavoro e le morti per fame e mancanza di medicine e arriveremmo, probabilmente, a superare alla grande i 3 miliardi.

Venti anni fa con Laura Malucelli ci siamo dedicati alla realizzazione de Il Libro Nero del Cristianesimo e anche qui i numeri sono spaventosi. Basti pensare che la colonizzazione delle Americhe, benedetta dal Papa, portò da sola all’olocausto di un centinaio di milioni di morti, la tratta degli schiavi un altro centinaio di milioni di vittime… A queste dovremmo aggiungere i milioni uccisi perché eretici, e i milioni uccisi dalle guerre papali e dalle crociate, per lo più donne e bambini… I crociati narrarono che dopo la “liberazione” di Gerusalemme la popolazione venne quasi sterminata: “Si camminava per le strade con il sangue che raggiungeva le ginocchia” e questo scritto come vanto…
Però a nessuno viene in mente di dare la colpa di tutto questo sangue a Gesù e a San Francesco. Non si capisce quindi perché Karl Marx dovrebbe essere giudicato soltanto per quello che altri, usando le sue parole, hanno perpetrato dopo la sua morte.

Chiarito questo possiamo allora dedicarci ad analizzare quel che effettivamente dissero Marx ed Engels, dei quali sappiamo peraltro che certamente non comprarono mai una pistola.
La loro teoria, riassunta brutalmente, sostiene che l’umanità sta percorrendo un costante miglioramento determinato dall’evoluzione darviniana dei sistemi di produzione che dalla società comunista primitiva dei cacciatori raccoglitori portò alla nascita degli imperi schiavisti, quindi del capitalismo, che per le sue stesse caratteristiche materiali, potrà solo mutarsi in una società socialista la quale a sua volta, si muterà in società comunista. Ogni sistema produttivo, sociale ed economico, evolvendosi crea spontaneamente le strutture e le forze sociali che sono destinate a soppiantarlo.
Io credo che in questa idea ci sia del vero e credo di intravvedere nella situazione attuale i segni del progressivo superamento del capitalismo.
Internet non incarna forse l’idea che il capitalismo debba forzatamente produrre l’organizzazione dei lavoratori, la loro coesione, in modo tale che la funzione storica della borghesia, come forza propulsiva della società, diviene superata e quindi solo un intralcio alla successiva evoluzione della società?
Su questo tema ho scritto ormai 40 anni fa Come fare il comunismo senza farsi male.
In questo testo affermavo però un altro concetto: nessuno può dimostrare che Marx ed Engels credessero veramente a quel che scrivevano.

Prova a immaginare di essere nel 1848, e di vedere in quale condizione spaventosa vivessero la maggioranza degli esseri umani, stritolati dallo sfruttamento industriale e dal colonialismo. Quella era un’epoca di orrore totale. Marx stesso dovette soffrire la morte di un figlio piccolo e ci sono arrivate le sue parole disperate di fronte al fatto che non aveva neppure il denaro per comprare una piccola bara.
Questa riflessione mi porta a ipotizzare che in realtà egli abbia concepito l’idea del comunismo e della ineluttabilità storica del crollo del capitalismo nel tentativo di spaventare a morte i borghesi e costringerli a diminuire la loro protervia criminale.
In effetti c’è da chiedersi quanto dolore in più e quanti morti avrebbe sofferto l’Umanità se i capitalisti non avessero avuto tanta paura della punizione comunista in questa vita e dell’Inferno dopo la morte.
Quindi Marx e Gesù potrebbero essere visti come grandi inventori di colossali Babau, mostri ideologici che in effetti sono riusciti nei secoli a mitigare la crudeltà umana, ponendo un freno alla follia.
Anche per questo, mi dico ancora oggi comunista. Ogni volta che lo dichiaro, ogni volta che alzo il pugno chiuso in una piazza so di schierarmi ad argine della mostruosità umana nello stesso modo in cui ogni volta che un prete recita un’Ave Maria dà una scossa di terrore ai mercanti di armi, ai fabbricanti di mine anti bambino, ai distruttori di nazioni, agli speculatori finanziari e a tutti quegli scaracchi di cammello putrido che ammorbano l’umanità rubando il diritto alla vita, all’amore e alla felicità di miliardi di esseri umani.
Facciamoli cagare sotto! Gesù, Giuseppe e Maria o Marx e Engels, scegli tu. Di fronte all’orrore non possiamo restare indifferenti!

Ps
Trovi Il Manifesto del Partito Comunista! Qui. È terrore puro per i malvagi.

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

2 commenti

  • Il problema è mettere nella stessa frase Gesù e Marx?
    Vedo dai commenti sui social che questo articolo di Jacopo Fo ha scatenato una serie di commenti soprattutto quando afferma che il comunismo e il cristianesimo in fondo hanno scopi comuni.
    Secondo me la questione non è questa ma bensì l’applicazione pratica di certe idee o ideologie che solitamente si discosta in modo impressionante dalla teoria.
    Gesù predicava l’amore tra gli esseri umani e tutte le creature del mondo, predicava la carità e la povertà… beh… vogliamo parlarne?
    E anche l’ideologia marxista nella sua applicazione non è che ha dato grandi risultati, anzi, più che altro ha prodotto una buona dose di orrore.

    E se fosse proprio questo il problema? Bella la teoria ma in pratica…
    Il non compianto Andreotti diceva che “il potere logora chi non ce l’ha” e forse si potrebbe aggiungere “fa impazzire chi ce l’ha”.
    Il problema è proprio tutto lì, nel Potere.
    Ho abitato per un certo periodo della mia vita a Milano, in un palazzo dove c’era una portiera che veniva maltrattata spesso da alcuni condomini. Dopo una breve ricerca ho scoperto che queste persone scortesi erano umili travet frustrati che finalmente potevano esercitare il loro unico potere su un subordinato, in questo caso la portiera del palazzo dove abitavano. Piccole persone con piccolo potere.
    Lo stesso potere che esercitava un burocrate dell’ex Unione Sovietica quando doveva assegnare un alloggio.
    Lo stesso potere del prete di una piccola parrocchia di provincia.
    Il micro molto spesso spiega il macro.
    Il potere inebria, fa sentire onnipotenti, impuniti e impunibili. Il piccolo potere portato ad alti livelli provoca dei danni enormi.
    Prendiamo quel burocrate e quel prete e facciamoli diventare funzionario di partito o vescovo, cardinale. Vogliamo parlare dei preti pedofili a Boston e in tutto il mondo? Come si sentivano quando invece di essere “dimessi” venivano solo spostati da una parrocchia a un’altra così che potevano ricominciare indisturbati? Sentivano che erano più forti di tutti, che niente li poteva fermare perché il potere della Chiesa era al di sopra di ogni altro.

    E forse ha ragione Jacopo Fo quando dice che il comunismo è inapplicabile ma è un ottimo spauracchio. Perché è questo quello di cui ha bisogno chi ritiene di avere un potere qualsiasi. La paura di perderlo crea un limite a quello che si pensa di poter fare.
    Ecco perché è importante denunciare il piccolo come il grande potere. Come è importante essere consapevoli che se si ha del potere va esercitato con rispetto, onestà, attenzione.

    Nessune detiene il potere per sempre, prima o poi passa di mano perché davanti alla palese ingiustizia qualcuno coraggiosamente inizia a protestare e allora il potere passa di mano. Sono ottimista e penso che la volta dopo è un po’ più umano, più attento, più vicino agli ultimi.
    Continuo a credere nelle idee e spero che prima o poi riusciremo a raggiungerle.

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.