La “Banca Ore solidale” regala giorni di permesso ai lavoratori che ne hanno bisogno

Il diritto alle ferie non si tocca ma è un “patrimonio” che può essere donato: è successo anche pochi giorni fa vicino a Milano

Alzi la mano quanti di noi sanno che le ferie sono un diritto previsto e garantito dalla nostra Costituzione: l’art. 36, infatti, oltre ad affermare il diritto del lavoratore “a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” stabilisce anche che il lavoratore ha il “diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi”.

Le ferie solidali

Un decreto legislativo del 2003 riconosce in almeno 4 settimane all’anno – due delle quali possono essere godute anche nei 18 mesi successivi – il periodo ferie che spetta a chi lavora, e soprattutto ne vieta la “monetizzazione”, proibisce cioè il pagamento delle ferie non godute.

Ma le ferie possono, appunto, essere più di 4 settimane, e oltre a queste quasi tutti i contratti collettivi riconoscono il diritto ai permessi retribuiti che solitamente arrivano a 104 ore annue.

E sono proprio queste ferie e queste ore a costituire un “bene” nella disponibilità di chi lavora, che può decidere – in totale anonimato, dispone la legge – di regalarle a chi ne ha bisogno.

In questo modo i lavoratori che abbiano esaurito la dotazione di ferie e permessi – e che si trovino ad affrontare gravi e documentate situazioni personali o familiari – possono attingere alla “Banca Ore” e usufruire delle donazioni dei colleghi.

Il Jobs Act e il modello francese: la legge Mathys

Mathys Germaine era un bimbo francese a cui venne diagnosticato un tumore al fegato: quando i suoi genitori terminarono ferie e permessi, la disperazione per non poter più stare vicino al loro piccolo si sommò all’immenso dolore per quella vicenda senza speranza. Fu allora che i colleghi del papà decisero di rinunciare a parte delle loro ferie e gli misero a disposizione ben 170 giorni di reduction du temps de travail, permettendogli di rimanere vicino al figlio fino alla fine. La storia commosse non solo l’opinione pubblica ma anche la politica, che poco tempo dopo approvò una legge – conosciuta appunto come legge Mathys – che regolamentava la possibilità di scambiare giorni di riposo o di ferie fra colleghi.

Un anno dopo, era il 2015, la proposta di una simile regolamentazione è arrivata in Italia grazie alla senatrice della Lega Nord Emanuela Munerato, ed è stata inserita all’interno di uno dei decreti che costituiscono il Jobs Act (il d.lgs n. 151 del 2015).

Da allora numerosi sono stati i contratti collettivi di lavoro – ai quali la nostra normativa demanda la definizione delle condizioni e delle modalità – che hanno reso reale questa forma di solidarietà e aiuto: e numerosi, soprattutto, sono stati i casi che hanno concretizzato questo particolare welfare aziendale.

La gara di solidarietà all’azienda Parker di Gessate

L’ultimo in ordine di tempo è di pochi giorni fa, in un’azienda vicino a Milano, nella quale un lavoratore di 66 anni, malato oncologico, aveva esaurito i permessi per malattia e non era in grado di tornare a lavorare. E d’altra parte per maturare i requisiti per andare in pensione deve aspettare gennaio dell’anno prossimo. Le prospettive del 2020 erano davvero grigie, senza reddito né altri tipi di assistenza. E così parte il tam tam della solidarietà e i 190 colleghi mettono assieme un pacchetto di 256 giornate, anche di più di quante ne servissero. “La storia del movimento dei lavoratori è costellata di pagine belle – scrive la Fiom Cgil in una nota -. Le metalmeccaniche e i metalmeccanici della Parker di Gessate ne hanno scritta una oggi, restituendo senso alla parola solidarietà in questi tempi dove troppo spesso a predominare sono l’individualismo e la competizione selvaggia”.

In cover l’immagine della sede centrale della Parker Hannifinin in Ohio

Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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