La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte…

E si porta via le feste lasciandoci calze gonfie di doni per affrontare l’inverno con dolcezza.

La leggenda racconta che la Befana fosse la ninfa Egeria, consigliera di Numa Pompilio. Alle calende di gennaio il secondo re di Roma era solito appendere una calza nella grotta dove viveva Egeria e la mattina la trovava colma di buoni consigli.

Nella tradizione cristiana il 6 gennaio è il giorno in cui i Re Magi arrivano alla grotta di Betlemme guidati dalla stella cometa. Dario Fo racconta questa storia a modo suo in Mistero Buffo, potete vederne un estratto qui http://dariofo.it/content/video-dario-fo-i-re-magi.

La parola Epifania deriva dal greco epiphànein che significa proprio “manifestarsi della divinità”. Da Epifania a Befania fino a Befana il passo è brevissimo.

E i Re Magi c’entrano nella storia della vecchia signora con le scarpe rotte, perché si narra che i Re Magi, che al tempo non avevano il navigatore GPS, chiesero indicazioni proprio a lei per trovare la strada e che al momento, malgrado l’invito, l’anziana donna rifiutò di seguirli. Poi ci ripensò e riempì un cesto di dolci e iniziò a cercare i Re Magi fermandosi in tutte le case per chiedere se li avessero visti passare e in ogni casa lasciava un dono ai bimbi.

E così fa ogni anno: nella notte tra il 5 e il 6 gennaio si cala dal camino – un gran traffico in questi giorni nel camino, prima Babbo Natale, poi la Befana – e riempie di leccornie le calze preparate dai bambini. I bambini per ringraziarla lasciano qualche cosa da mangiare o da bere così che lei possa ristorarsi durante il lungo viaggio e per aiutarla a trovare la casa lasciano anche accesa una luce.

Ai bimbi buoni dolci e frutta secca, a quelli meno buoni carbone e cenere. Ma non ci sono bambini cattivi!

Sono tantissime le feste in tutta Italia per il 6 gennaio. In alcuni paesi si brucia la “vecchia” per eliminare le malinconie del passato e propiziare cose buone per l’anno nuovo.

In Toscana, Friuli e Trentino alcuni ragazzi si tingono il viso di nero e vestiti di stracci vanno in giro per le case a chiedere dolci per i bambini, si chiamano “befani” e sono anche dei fidanzati “in prova”, scelti da chi trova all’interno di una focaccia una fava secca che incorona lo stesso Re o Regina della Fava: a lui o a lei il piacere di decidere il proprio partner gettando la fava nel bicchiere del prescelto.

La Befana è una paraninfa anche in Molise dove farebbe apparire in sogno alle ragazze nubili il fidanzato a loro destinato.

Per mandare a letto presto i bambini, così che la Befana possa riempire le calze, a Cucibocca di Montescaglioso, in provincia di Matera, alcuni abitanti incappucciati trascinano catene per fare baccano. Hanno barbe lunghe e minacciano con un ago da materassaio di cucire le bocche dei bambini se non vengono offerti cibo e vino. I piccoli così spaventati corrono a letto. Un po’ macabro ma efficace.

E poi, così da non perdere l’abitudine, ci sono i cibi tipici del 6 gennaio. In Piemonte si prepara la Fugassa, un dolce a forma di margherita. Entro c’è una fava bianca e una nera. Chi trova la prima pagherà il dolce, chi trova la seconda pagherà da bere. In Veneto la torta si chiama Pinsa, un dolce miscuglio di farina di mais e frutta secca, a Siena si sfornano i Cavallucci. E così via.

Quella della Befana è la dodicesima notte dopo il Natale e un tempo si riteneva che fosse una notte magica dove poteva accadere che gli animali parlassero, le lenzuola diventassero lasagne e l’acqua si trasformasse in vino.

In alcune zone si pensa che i morti si risveglino e tornino dai familiari per impastare il pane che poi si mangia a pranzo del 6 gennaio.

In conclusione, riti pagani e cristiani si alternano in questa notte.
Il Cristianesimo ha spesso sostituito feste e ricorrenze antiche con momenti religiosi, per esempio a fine dicembre si celebravano i giorni del Sole sostituiti dalla nascita di Gesù e in tempi recenti la religione del mercato ha imposto Babbo Natale.

La Befana, che rimane soprattutto una festa italiana poco celebrata negli altri Paesi, è un misto tra paganesimo e cristianesimo. Raccoglie tutto in un raro esempio di integrazione.

Hai visto mai che la vecchietta con il naso adunco abbia ancora qualcosa da insegnarci?

Una cosa è certa: l’epifania tutte le feste se le porta via. Buona Befana!

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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