La Cina smette di fare figli. “Conseguenze per il mondo intero”

L’anno scorso sono nati 12 milioni di bambini, nel 2016 erano 18 milioni

Più di una politica autoritaria e punitiva, poté il benessere. La popolazione cinese cresce così poco che il governo tristemente noto per aver imposto una politica del figlio unico che perseguiva anche con aborti e sterilizzazioni forzate, sta ora pensando di incentivare le nascite. La popolazione cinese infatti è cresciuta nell’ultimo anno al ritmo più lento degli ultimi decenni, secondo i dati del governo annunciati a seguito di un censimento condotto alla fine del 2020. Per la precisione, il tasso di crescita medio annuo è stato dello 0,53% negli ultimi 10 anni, in calo da un tasso dello 0,57% tra il 2000 e il 2010, portando la popolazione a 1,41 miliardi. Così, Pechino ora mette in campo misure straordinarie per le coppie, per convincerle ad avere più figli. Se l’anno scorso erano nati 12 milioni di bambini, infatti, nel 2016 ne erano nati 18 milioni.

Una vita migliore

La brusca frenata è naturale. Diretta conseguenza dello sviluppo sociale ed economico della Cina. Ovunque nel mondo, i tassi di natalità diminuiscono a causa dell’istruzione, che porta altre priorità – oltra ai figli – nelle vite delle persone. Per lo stesso motivo, l’anno scorso la Corea del Sud ha registrato per la prima volta nella storia più morti che nascite, mentre il Giappone continua ad avere tassi di natalità in discesa, nonostante gli incentivi governativi per le coppie. Quel che preoccupa ogni governo in questi casi – compreso quello italiano – è di non avere in futuro lavoratori a sufficienza per pagare le tasse, e l’assistenza sanitaria e sociale a una popolazione sempre più anziana.

La politica del figlio unico

Che la Cina inizi già a fronteggiare queste problematiche è incredibile, se si pensa che la politica del figlio unico è stata interrotta solo pochi anni fa, nel 2016. Il suo effetto è stato limitato. Adesso, quindi, la popolazione cinese in età lavorativa è diminuita di 40 milioni rispetto a dieci anni fa, e tutto lascia pensare che tra dieci anni le cose continueranno – come minimo – a procedere nella stessa direzione. Se la Cina, patria e cifra della manodopera a basso costo, non avrà più abbondanza di manodopera, non avrà più fiumi di giovani disoccupati in arrivo dalle campagne, questo sarà non solo un forte freno alla sua crescita economica, ma anche, tutto lascia ipotizzare, a quella del mondo intero, che dall’economia cinese dipende strettamente, specialmente in alcuni settori (tra i quali il fotovoltaico, ad esempio). La Cina vanta la più grande popolazione al mondo e la sua crescente economia stava giusto cercando di farsi più indipendente, potenziando il consumo interno.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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