La dieta di Lancet per sfamare 10 miliardi di persone

L’attuale stile alimentare mondiale è “catastrofico” per il nostro Pianeta. Cambiare si può ma richiede una vera e propria rivoluzione culturale ed economica.

Ad affermarlo sono 37 esperti mondiali di nutrizione, agricoltura e cambiamenti climatici che hanno studiato l’attuale situazione e proposto una “dieta” denominata flexitariana che privilegia verdura e legumi anche se non è totalmente priva di proteine animali.  

Attualmente 820 milioni di persone non mangiano abbastanza a 2 miliardi sono in sovrappeso. Negli ultimi 30 anni è raddoppiato il numero delle persone che soffrono di diabete.

C’è qualcosa che non va se inoltre si tiene conto che la produzione alimentare è il maggior emettitore di gas serra nell’atmosfera.

È un dato noto che per ottenere 1 kg di carne rossa (manzo) servono 5 kg di cereali e l’allevamento è responsabile da solo del 14,5-18% dei gas serra globali.  

L’agricoltura intensiva poi contribuisce all’emissione di metano e ossidi d’azoto, mentre il 70% delle risorse idriche mondiali se ne va per irrigare i campi e per produrre cibo nell’industria alimentare.  

Quindi la sfida è non aumentare i terreni coltivati e correggere gli errori alimentari che possono produrre il collasso del pianeta. Afferma Lancet: «I sistemi alimentari hanno il potenziale per nutrire la salute umana e sostenere la sostenibilità ambientale; tuttavia, stanno attualmente minacciando entrambi.» E continua: «Le diete malsane rappresentano un rischio maggiore di morbilità e mortalità rispetto al sesso non sicuro e l’uso combinato di alcol, droghe e tabacco.

La trasformazione in diete sane entro il 2050 richiederà sostanziali cambiamenti nella dieta, tra cui una riduzione superiore al 50% del consumo globale di cibi malsani, come carne rossa e zucchero e un aumento superiore al 100% del consumo di cibi sani, come le noci, frutta, verdura e legumi. Tuttavia, le modifiche necessarie variano notevolmente per regione.

I cambiamenti dietetici dalle diete correnti alle diete sane possono portare benefici sostanziali alla salute umana, evitando circa 6 milioni di morti all’anno, una riduzione del 6%».

Lo studio propone anche l’istituzione di nuovi organismi che si dovrebbero occupare di introdurre questi cambiamenti a livello mondiale. Speriamo che qualcuno all’ONU dia retta a questi scienziati: se la previsione che vede una popolazione di 10 miliardi per il 2050 è attendibile, il tempo per pensare a come sfamare tutte queste persone è davvero poco se non si prendono provvedimenti velocemente.

Immagine di copertina: Armando Tondo

Guarda l’infografica sulla dieta di Lancet

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Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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