La famiglia Regeni tradita dal Governo

L’esecutivo ha dato il via libera alla vendita di due fregate all’Egitto. E la verità su Giulio?

«Le navi e le armi che venderemo ad Al Sisi serviranno a perpetuare le violazioni dei diritti umani contro le quali abbiamo sempre combattuto».

E con questa frase dei genitori di Giulio Regeni potremmo chiudere l’articolo.

Meno di un anno fa, a ottobre, il Ministro degli Esteri del Conte 2, Luigi Di Maio, diceva a Paola e Claudio Regeni: «Per l’Italia è arrivato il momento di cambiare passo e atteggiamento nei rapporti con l’Egitto. Lo stallo con l’Egitto non è più tollerabile. Per noi la verità sull’omicidio di Giulio è una priorità che non può subire alcuna deroga».

Più che un cambiamento di passo ora sembra una giravolta: il governo ha dato il via libera alla vendita all’Egitto di due fregate Fremm, importanti navi militari costruite in Italia da Fincantieri.
Scrive Giuliano Foschini su Repubblica: “Una vendita delicatissima perché quelle navi erano destinate alla Marina militare italiana che, già nei mesi scorsi, aveva fatto trapelare tutto il suo disappunto per l’operazione. Delicatissima perché certifica un nuovo strettissimo legame politico e commerciale tra l’Italia il governo del Cairo, che mai in questi quattro anni ha collaborato per trovare i nomi dei sequestratori, torturatori e assassini di Giulio Regeni. E che il 7 febbraio ha arrestato lo studente egiziano dell’università di Bologna, Patrick Zaki. Che, ancora oggi, tiene in carcere”.

E sembra non sia finita qui, oltre alle due fregate un accordo prevede la vendita all’Egitto anche di pattugliatori navali, cacciabombardieri e aerei addestratori M346. Insomma, il governo egiziano è un ottimo cliente dell’industria bellica italiana.

“Ci sentiamo traditi. Ma anche offesi e indignati dall’uso che si fa di Giulio” dice ancora la famiglia Regeni. “Perché ogni volta che si chiude un accordo commerciale con l’Egitto, ogni volta che si certifica che quello di Al Sisi è un governo amico, tirano in ballo il nome di Giulio come a volersi lavare la coscienza. No, così non ci stiamo più”.

Verità per Giulio Regeni e libertà per Patrick, e un po’ di etica in più, signori del Governo. Pecunia olet, eccome.

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Murales in copertina a opera dell’artista Laika, comparso a Roma, in Via Salaria, a pochi passi dall’ambasciata egiziana.

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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