Bimbi, Fase 2 anche per loro: all’aperto e a distanza sì può giocare con un amichetto

Via a un allentamento dei protocolli rispetto al lockdown, ma per rilassarsi è ancora presto

Nelle indicazioni per la “riapertura” del Paese non si parla – ancora una volta – dei bambini. Per capire cosa possono fare e cosa no abbiamo chiesto a una pediatra di famiglia.

Con l’effettivo inizio della fase 2 da lunedì scorso si parla di un lento ritorno alla normalità. Il governo italiano, però, ha esposto le regole da rispettare descrivendo ciò che è ammesso o non ammesso fare in sostanza per una sola categoria di persone: gli adulti in salute.

Altre importanti categorie di individui, come anziani bambini, non hanno avuto indicazioni pensate appositamente per loro. E se dei nonni Peopleforplanet ha parlato due giorni fa, spiegando che per loro il lockdown deve continuare e devono ancora astenersi dal vedere i nipoti, di bambini si occupa oggi.

Ritornare a giocare con i coetanei è importante per garantire ai bambini un sano sviluppo psico-emotivo: “I bambini per diversi motivi, alcuni dei quali ancora sconosciuti, si ammalano poco e meno. Il ritorno alla normalità è doveroso per cercare di dare loro nuovamente la routine quotidiana, le relazioni e, nei tempi più rapidi possibili, anche il rientro a scuola”, spiega Stefania Manetti, pediatra di famiglia e membro dell’Associazione culturale pediatri (Acp) della regione Campania.

Possibile giocare con un amichetto

L’esperta spiega che, come sta accadendo per gli adulti, anche i bambini in questa fase 2 possono finalmente tornare a godere di un lento ritorno alla normalità. Però a piccoli – piccolissimi – passi: se, infatti, è possibile giocare con un amichetto, è bene farlo all’aperto e a distanza di sicurezza. E gli assembramenti rimangono assolutamente da evitare, sia all’aperto che al chiuso.

Lavare le mani, indossare la mascherina, stare distanti

Il nuovo coronavirus sta ancora circolando nel nostro Paese e, sebbene in alcune regioni sia maggiormente presente che in altre, i comportamenti preventivi da adottare per evitare il contagio sono sempre quelli che abbiamo imparato a mettere in pratica durante il lockdown: il lavaggio frequente delle mani, l’utilizzo delle mascherine (chirurgiche o di comunità) e il distanziamento fisico di almeno un metro, “in questo ordine”, precisa la pediatra. Non c’è quindi da rilassarsi troppo: se da un lato si può iniziare a pensare a un lento ritorno alla normalità, dall’altro è necessario mantenere ancora tutte le regole per evitare il diffondersi dell’infezione.

L’esempio dei genitori è fondamentale

La condivisione in famiglia delle regole necessarie per evitare il contagio è importante: “Spiegare e raccontare ai bambini che in questo modo possono vedere gli amichetti e proteggere tutti dal virus è un modo per renderli responsabili e consapevoli. I bambini imparano molto dai comportamenti dei propri genitori, sono generalmente molto rispettosi delle regole se osservano gli altri che le rispettano”, afferma l’esperta.

Sì a gruppi di 2-3 bambini. Vietati gli assembramenti

Per quanto riguarda tornare a giocare con i coetanei, in questa fase 2 è ora possibile far assaporare ai giovanissimi qualche spiraglio di normalità: è infatti possibile vedersi con l’amichetto/amichetta del cuore, in modo da formare piccoli gruppi che non superino i 2-3 elementi. Divieto assoluto invece per gli assembramenti, sia al chiuso che all’aperto.

Meglio all’aperto e sempre a distanza

Vanno prediletti i giochi all’aria aperta e non bisogna dimenticare di rispettare le regole di sicurezza: “I giochi all’aria aperta sono preferibili, andiamo incontro alla bella stagione e questo sarà di aiuto. Se si sta all’aperto con 2-3 bambini e rispettando le norme del lavaggio delle mani e del distanziamento sociale, la mascherina si può anche evitare“.

Mascherine per i bimbi dai 2 anni in su

Se, invece, “si sta in ambienti chiusi, o anche all’aperto ma non si riesce a osservare la distanza di sicurezza, è buona norma che tutti i bambini con più di 2 anni indossino la mascherina protettiva per bocca e naso (chirurgica o di comunità)”, spiega Manetti. Sebbene in base all’ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) l’uso delle mascherine nella popolazione pediatrica sia obbligatorio sopra i 6 anni, “le società scientifiche lo raccomandano invece a partire dai 2 anni di età”, precisa l’esperta.

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Da evitare assolutamente

Se il bambino ha febbre, tosse o raffreddore è bene che stia in casa e che eviti di frequentare altre persone (sia altri bambini che adulti). Devono in particolare essere evitati i contatti tra bambini con sintomi e soggetti fragili e vulnerabili (anziani, persone anche giovani con altre patologie).

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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