La Francia dice basta agli animali selvatici nei circhi itineranti

La Francia dice basta agli animali selvatici nei circhi itineranti

Un divieto (a lungo termine) che mette fine allo sfruttamento degli animali in circhi e allevamenti

Una decisione storica, una vittoria nel campo dei diritti degli animali, “l’inizio di una nuova era” secondo Barbara Pompili, Ministro per la Transizione Ecologica francese.

Negli scorsi giorni, la ministra ha annunciato che la Francia metterà la parola fine agli allevamenti di visoni da pelliccia, alla cattività dei cetacei (orche e delfini) nei 3 delfinari nazionali, nonché alla presenza di animali selvatici nei circhi itineranti.

Una decisione storica ma graduale

La Francia dice, così, basta allo sfruttamento degli animali e all’utilizzo di queste creature per intrattenere visitatori attratti dall’esotismo degli spettacoli nei circhi.

È giunta l’ora che il fascino ancestrale per questi animali selvatici non si traduca più in situazioni in cui la cattività passa prima del loro benessere – ha dichiarato la ministra – Circhi e altre realtà dovranno reinventarsi, con il sostegno dello Stato.

La transizione sarà graduale e non è stato ancora chiarito quanto tempo verrà impiegato per porre fine a queste pratiche crudeli e arcaiche.

Stabilire una data non risolve tutti i problemi. Preferisco dare il via ad un processo affinché accada quanto prima, ha sottolineato la ministra.

Un cambiamento a metà

Nonostante molte associazioni riconoscano questa decisione come una svolta storica, ci sono ancora dei punti che fanno storcere il naso a chi da anni si batte per i diritti degli animali. Come si legge sul sito della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), infatti,

Sebbene sia deplorevole che questa decisione riguardi solo i visoni e non protegga i conigli di Orylag e Angora, segna nondimeno un passo avanti storico e accelererà ulteriormente la fine del già declino del commercio di pellicce nel mondo (…) Questa chiusura purtroppo non sarà completa fino al 2025, quindi innumerevoli animali continueranno a sopportare una vita di sofferenza, rinchiusi, torturati e condannati a una morte terrificante, prima che questi luoghi orribili chiudano per sempre le loro porte. Di fronte alla moltiplicazione delle trasmissioni di COVID-19 in questi allevamenti, il Parlamento dei Paesi Bassi ha votato a giugno a favore della chiusura degli allevamenti di visoni prima della fine dell’anno, quando inizialmente era prevista per 2024. Nell’attuale contesto sanitario, è assurdo per la Francia prevedere una scadenza così lunga per le domande, quando sul nostro territorio sono rimaste solo quattro aziende agricole

Inoltre, il bando dell’utilizzo degli animali selvatici riguarderà soltanto i circhi itineranti, ma non quelli stanziali.

La vita di queste creature non è di certo rosea:

Gli animali nei circhi trascorrono la maggior parte della loro vita in gabbie, recinti o rimorchi per camion, o incatenati da catene, e possono sviluppare gravi disturbi psicologici che si manifestano in comportamenti nevrotici e ripetitivi. Questi esseri sensibili e intelligenti si sottopongono anche a metodi di addestramento a volte violenti e terrificanti (minacce, privazioni, percosse, scosse elettriche) per costringerli a compiere atti per loro privi di significato.

Infine, delfini e orche non saranno più ammessi né utilizzati nei delfinari nazionali a scopo di intrattenimento e questa decisione sarà accompagnata dallo studio della creazione di santuari in grado di accogliere i cetacei, al fine di offrire loro un ritiro in spazi più adatti alle loro esigenze o, si spera, una reintroduzione in il loro ambiente naturale.

Ma i tempi di reinserimento sono molto lunghi: dai 7 ai 10 anni.

Insomma, si tratta, sì, di una decisione storica ma il cambiamento sarà attuato a metà. E un pò di amaro in bocca rimane.

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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