La Francia sotto accusa per la Legion d’Onore al presidente egiziano

Nonostante le responsabilità anche nell’omicidio Regeni

Augias e altri restituiscono l’onorificenza alla Francia.

Continua a crescere tra le personalità italiane la protesta contro la Francia che ha conferito la Legion d’Onore al presidente egiziano. 

Lunedì 7 dicembre, durante la sua visita ufficiale in Francia, il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sissi ha ricevuto la Legion d’Onore alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron. 

L’onorificenza al capo di stato egiziano si spiega alla luce dei forti interessi economici e strategici della Francia nei confronti dell’Egitto.

I francesi, forse consapevoli delle possibili conseguenze negative di immagine del gesto, hanno organizzato la cerimonia con molta discrezione ma, nonostante le precauzioni prese, le immagini della cerimonia  sono arrivate ai media e la notizia ha provocato una serie di reazioni indignate sia in Francia, sia all’estero.

Persecuzioni, torture, omicidi di oppositori in Egitto.

L’Egitto è accusato di perseguitare, arrestare, torturare, uccidere oppositori politici del regime e difensori dei diritti umani e tra le vittime si annovera anche Giulio Regeni.

Il caso Regeni.

Giulio Regeni era un dottorando italiano presso l’Università di Cambridge. Nel 2016 – mentre conduceva una ricerca al Cairo sui sindacati egiziani – venne rapito, torturato e ucciso. Il suo corpo, mutilato dalle torture, verrà ritrovato pochi giorni dopo, nei pressi di un’autostrada, fuori dalla capitale.

Forse non casualmente il suo corpo fu fatto ritrovare lo stesso giorno che una delegazione italiana ai massimi livelli, guidata dall’allora primo ministro Matteo Renzi, era in Egitto per firmare importanti accordi economici. Dopo il ritrovamento del corpo di Regeni la delegazione italiana sospese i contatti e la stipula degli accordi e ritornò in Italia. 

Da allora i vari governi italiani successivi hanno chiesto all’esecutivo del Cairo di spiegare le circostanze dell’omicidio di Regeni, peraltro secondo la famiglia Regeni senza la necessaria determinazione. 

Le autorità egiziane hanno dapprima avanzato ragioni legate al traffico di droga, una presunta relazione omosessuale e, infine, hanno accusato una banda specializzata in rapimenti di stranieri. Motivazioni smentite dalle inchieste della magistratura italiana che  dopo anni di indagini rese difficili dall’omertà egiziana è arrivata ora ad accusare quattro agenti dell’agenzia per la sicurezza nazionale del Cairo di aver torturato e ucciso Regeni.

Il gesto di Corrado Augias.

A seguito della concessione dell’onorificenza al capo di stato egiziano lo scrittore Corrado Augias ha deciso di esprimere la sua disapprovazione con un gesto di forte valore simbolico: restituire alla Francia la sua Legion d’Onore. Le ragioni, spiega Augias in una lettera aperta pubblicata (in francese) dal quotidiano La Repubblica:

Signor Ambasciatore, le restituisco le insegne della Legion d’Onore. Quando mi è stata concessa, la cosa mi ha commosso profondamente. Ho sempre considerato il Suo Paese come una sorella maggiore dell’Italia e come mia seconda patria, ci vivo da molto tempo, intendo continuare a farlo. Quindi la restituisco con dolore, sono stato orgoglioso di mostrare finora il nastro rosso all’occhiello della mia giacca. Ma non condividerò questo onore con un capo di stato che si è reso oggettivamente complice di criminali”.

“L’assassinio di Giulio Regeni rappresenta per noi italiani una ferita che ancora sanguina, un affronto, e mi sarei aspettato dal presidente Macron un gesto di comprensione se non di fraternità, in nome dell’Europa che – insieme – ci sforziamo tanto di costruire”.

Altri seguono l’esempio di Augias.

Questa posizione ha avuto ampia eco anche sui media francesi, anche perché altre personalità italiane hanno deciso di seguire l’esempio  di Augias. Così, hanno deciso di restituire la Legion d’Onore anche l’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati, l’ex ministro dello Sport Giovanna Melandri e la giornalista e fondatrice del quotidiano Il Manifesto, Luciana Castellina.

“Questa è una pagina triste per la storia della Francia”, scrive Luciana Castellina nella sua lettera all’ambasciatore “Un gesto sorprendente che nessuno si sarebbe aspettato dalla Repubblica francese”.

Ancora una volta le ragioni della realpolitik hanno prevalso, mentre si attende che per Giulio Regeni sia fatta giustizia.

Foto: i documenti di Giulio Regeni. Fonte la pagina Facebook della polizia egiziana

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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