La Lombardia invia sms per scaricare la app AllertaLom. E la privacy?

Intanto si ufficializza oggi l’arrivo della app nazionale

Sta arrivando a tutti via sms – “in deroga alla vigente normativa” – l’ulteriore invito ai cittadini a scaricare l’applicazione AllertaLOM. Tenete presente, se e quando la cercate, che la app – che esiste da diversi anni – si trova tra gli strumenti di meteorologia, e non, come si potrebbe pensare, salute, perché è un mezzo generico della Protezione Civile per segnalare ogni genere di rischio o urgenza. È all’interno di questa AllertaLOM che si trova il questionario più specifico su Covid-19, CercaCovid, ed è questo che interessa alla Regione. Si tratta di un questionario – anonimo – sul tuo stato di salute, che va aggiornato ogni giorno per “aiutare a tracciare una mappa del contagio”.  Come ha detto il vicepresidente della Regione Fabrizio Sala: “L’sms è stato inviato gratuitamente dalle compagnie telefoniche e autorizzato dalla Protezione civile. È un Sms che viene mandato in ogni emergenza e calamità”. In questi casi le istituzioni – viene specificato – non acquisiscono o trattano i dati ma forniscono agli operatori un testo da inviare gli utenti.

A cosa serve

“Serve ai virologi e agli epidemiologi – ha spiegato Sala – per avere una mappa del rischio di contagio che – anche grazie all’incrocio con altre banche dati – permetterà agli esperti di sviluppare modelli previsionali“. L’obiettivo è insomma quello di mettere a disposizione dell’Unità di Crisi regionale e dei ricercatori informazioni sulla diffusione del contagio. Sarà così possibile da un lato fare scelte nella gestione dell’emergenza sanitaria, riuscendo ad esempio a individuare eventuali nuovi focolai. Dall’altro lato si intendono sviluppare analisi statistiche ed epidemiologiche indispensabili sia per il presente che per il futuro. “Per farlo, serve il contributo di tutti, sia delle persone che presentano sintomi sia di quelle che non hanno sintomi”.

E la privacy?

Partiamo dall’invio del sms: non è infatti scontata la possibilità di accedere al numero dei singoli cittadini. Si è utilizzato però il provvedimento del 15 maggio 2003 con cui il Garante per la privacy “consentiva alle amministrazioni, in situazioni di emergenza, di utilizzare Sms per campagne informative e di sensibilizzazione”.

Per quanto riguarda la normativa europea sulla privacy del 2016 sulla raccolta di dati sensibili, come lo sono quelli che trattano di salute, viene specificato che «seppur in assenza di una norma statale specifica, risulta possibile procedere, anche in deroga alla vigente normativa in tema di protezione dei dati personali, in particolare con riferimento all’acquisizione del consenso degli interessati al trattamento dei dati personali per l’invio di sms istituzionali in quanto siamo in presenza di condizioni di necessità ed urgenza”.

Insomma, diamo il nostro consenso a infrangere la legge in nome dell’emergenza sanitaria: significa che ci stiamo fidando molto del sistema, diciamo così.

L’ordinanza precisa inoltre che “nessun numero di telefono viene trasmesso a Regione Lombardia” e “non sarà richiesto agli operatori di fornire l’elenco dei numeri ai quali è stato inviato il messaggio ovvero l’identità del destinatario, né riscontri puntuali sull’esito di tale invio”. Ancora: “L’operazione non presuppone il trattamento di dati personali in quanto la modalità di invio (tramite bulk) non consente il tracciamento di alcun dato personale e, pertanto, la stessa operazione avviene in modo anonimizzato non consentendo la visualizzazione di alcun dato al titolare”.

I dubbi restano, ma vale la pena rischiare

Per quanto non si possa fare altro che caldeggiare l’adesione e invitare tutti, come ho fatto anche io, a scaricare l’app e compilare il questionario, restano dubbi sulla gestione di dati che sono sempre comunque possibili da rintracciare. Specialmente – ci sia concesso – data la gestione generale della pandemia da parte della regione Lombardia. Come ha ricordato di recente anche una inchiesta del Guardian, i governi potrebbero avere la possibilità di chiedere in qualsiasi momento la de-anonimizzazione dei dati raccolti con app di questo tipo, per risalire in futuro all’identità dei cittadini.

L’alternativa

In alternativa o in aggiunta al questionario disposto dalla Regione, vi proponiamo anche quello disposto dall’Unità di Epidemiologia dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Anche questo sta girando molto nelle chat e non è una bufala. Il CNR sta conducendo un’indagine epidemiologica nazionale sull’infezione da COVID-19 in collaborazione l’Ospedale Sacco, l’Università degli Studi di Milano, diretta dal Prof. Massimo Galli, dell’Istituto di Neuroscienze e l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, con le società scientifiche SIGG e SIMIT, con i seguenti obiettivi:

1- stimare il numero di possibili infezioni da COVID-19 sintomatiche nella popolazione generale

2- determinare le possibili condizioni associate all’infezione

Il questionario, che richiede 7-10 minuti per la sua compilazione, è disponibile a questa pagina web: https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/EPICOVID19_CNR?language=it

Per disporre di un campione maggiormente rappresentativo a livello nazionale, si invitano tutti i partecipanti a divulgare il link a familiari, conoscenti e amici. Basta copiare e incollare questo testo. “Si garantisce che le informazioni saranno raccolte in forma anonima e utilizzate esclusivamente ai fini di ricerca nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Per avere informazioni sul progetto è possibile contattare il team di ricerca all’e-mail: epicovid19@itb.cnr.it

La app governativa

Intanto proprio oggi arriva l’ufficialità rispetto al lancio di una app nazionale di tracciamento dei contatti per gestire la circolazione del coronavirus nella fase 2 di confinamento. Il progetto scelto è quello di Bending Spoons, milanese, della rete lombarda di poliambulatori del Centro Medico Santagostino. L’applicazione si chiama Immuni e sarà affiancata da un partner pubblico. Ne parliamo diffusamente in questo articolo: Covid-19, arriva Immuni, la app governativa 

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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