La microplastica? La beviamo tutti i giorni

Ricerca italiana scova nelle analisi di 18 bottiglie di bibite tra le più vendute nei supermercati valori di microparticelle oltre le aspettative

Sono frammenti di plastica inferiori ai 2 millimetri. Per quanto piccoli e non visibili a occhio nudo, contaminano le nostre tavole inquinando bibite e alimenti: se diverse ricerche hanno ormai constatato la presenza di microplastiche all’interno di diversi cibi (molluschi, pesci e crostacei, ma anche il sale marino), un controllo eseguito su 18 bottiglie di bibite tra le più vendute nei supermercati (cole, tè freddi, gassose, aranciate e acque toniche) ha messo in evidenza “una contaminazione al di là delle aspettative: la presenza di microplastiche non ha risparmiato alcun prodotto, tutte e 18 le bottiglie sono risultate contaminate, con valori che vanno da un minimo di 0,89 microparticelle per litro (mpp/l) a un massimo di 18,89 mpp/l”. La notizia arriva da un’inchiesta della rivista “Il Salvagente“, mensile leader nei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori, che ha fatto eseguire le analisi nei laboratori del Gruppo Maurizi, società che opera nel campo della sicurezza alimentare, ambientale e dei luoghi di lavoro.

Nella catena alimentare
“In tutti i campioni sono stati trovate microplastiche – spiega Daniela Maurizi, amministratore delegato del Gruppo Maurizi – a conferma del fatto che l’inquinamento ambientale ha scalato le montagne fino a entrare nella catena alimentare, contaminando quello che mangiamo e beviamo”.

Tema attuale
Le ricerche internazionali sull’accumulo di microplastiche in alimenti e bevande sono molte, il tema è ormai all’attenzione di tutti e piuttosto scottante: c’è infatti da capire se e quanto queste microparticelle di plastica siano effettivamente dannose e che rischi possa comportare il loro accumulo nell’organismo.

Per approfondire: Leggi il nostro dossier sulle microplastiche

Importante il contributo di tutti
E mentre la consapevolezza sul problema aumenta, tanto che il parlamento europeo ha chiesto il divieto totale della presenza di microplastiche in cosmetici e prodotti per la pulizia e la messa al bando delle plastiche non riciclabili nè compostabili entro il 2020, sarebbe bene cercare, ognuno nel proprio piccolo, di ridurre al minimo l’uso di questo materiale nella vita quotidiana, ad esempio scegliendo di acquistare prodotti privi di imballaggio, utilizzando buste per la spesa biodegradabili ed evitando l’uso di plastiche “usa e getta”. E ricordando di differenziare i rifiuti.

La petizione del Wwf Italia
Contro l’uso di plastiche usa e getta il Wwf Italia ha lanciato una petizione on-line – change.org/plasticfree: “Abbiamo 7.500 buoni motivi (tanti sono i km di costa italiani) per chiedere di tutelare i nostri mari dall’inquinamento da plastica – si legge nella petizione del Wwf Italia -. Il 95% dei rifiuti del Mar Mediterraneo è composto da plastica, con impatti devastanti su specie e habitat. […] Nel Mediterraneo sono 134 le specie vittime di ingestione da plastica, tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede”.

Verremo sommersi?
Quanto alla raccolta differenziata, a livello mondiale si deve ancora fare molto. Secondo uno studio pubblicato nel luglio 2017 su Science Advances la quantità di plastica prodotta fino a oggi è di 8 miliardi e 300 milioni di tonnellate, ovvero un peso pari, per capirci, a quello di poco meno di un miliardo e mezzo di elefanti. Ma a essere sconcertante non è tanto la quantità di plastica prodotta – che pure è tutt’altro che rassicurante per il benessere del pianeta – ma, come spiegano gli autori dello studio, il fatto che solo 2 miliardi del totale della plastica prodotta è ancora utilizzato, mentre gli altri 6,3 miliardi di tonnellate sono già diventati “scarto” e, di questi, solo il 9% è stato riciclato. Il 12% è stato incenerito, mentre il rimanente 79% è finito nell’ambiente terrestre e marino.

Filtri anti-microfibre
Contro l’inquinamento da microplastiche possono aiutare anche i filtri per lavatrici anti-microfibre: firma la proposta di legge di People for planet

 

Commenta con Facebook
Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

commenta

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.