La morale è universale? Individuate 7 regole condivise in tutto il mondo

Aiutare la famiglia e il proprio gruppo, rispettare i superiori, dividere le risorse in modo equo: sono alcune delle regole che accomunano 60 società

Aiutare la famiglia, aiutare il proprio gruppo, ricambiare un aiuto, essere coraggiosi, rispettare i propri superiori, dividere le risorse in modo equo e rispettare la proprietà altrui: sono le sette regole morali condivise trasversalmente da 60 culture di tutto il mondo. Una specie di “massimo comune divisore” per convivere, individuato da tre ricercatori dell’Istituto di Antropologia Cognitiva ed Evolutiva dell’Università di Oxford (Regno Unito) che hanno pubblicato i risultati del loro studio su Current Anthropology.

La più ampia indagine interculturale sui costumi

Studi condotti in precedenza avevano già individuato alcune di queste regole come moralmente condivise da alcune società, ma nessuna ricerca aveva mai compreso un campione così ampio: analizzando 60 società e oltre 600 documenti, Oliver Scott Curry, Daniel Austin Mullins e Harvey Whitehouse hanno realizzato la più ampia e completa indagine interculturale sui costumi mai condotta fino a oggi.

Promuovere la cooperazione

Queste sette regole morali, spiegano i ricercatori, sono tutti comportamenti cooperativi e possono essere considerati “universalmente validi” in quanto presenti nella maggior parte delle società esaminate, e sono ritenuti in modo concorde come “moralmente buoni“: osservati con uguale frequenza attraverso i continenti, questi comportamenti non possono essere considerati “riserva esclusiva” dei paesi occidentali (o di qualsiasi altra regione del pianeta). A rinforzare la tesi dell’universalità di queste regole c’è anche il fatto che in nessuna delle società esaminate sono presenti dei contro-esempi che indichino come “moralmente cattivo” uno o più di questi comportamenti.

Morale: universale o relativa?

Curry e colleghi seguono la “teoria della moralità come cooperazione” secondo cui la moralità è un insieme di soluzioni che serve a rispondere a problemi comuni sulla cooperazione all’interno delle società umane: una teoria che potrebbe fornire un modello unificato della moralità che ancora è mancante nell’antropologia. Come spiega Curry, autore principale dello studio, «il dibattito tra i sostenitori di una morale universale e i sostenitori del relativismo morale imperversa ormai da secoli: ora abbiamo alcune risposte. Le persone in ogni luogo del mondo affrontano gli stessi problemi a livello sociale e utilizzano un insieme simile di regole morali per risolverli. Come previsto, queste sette regole morali sembrano essere universali per tutte le culture. Chiunque, in ogni parte del mondo, condivide un comune codice morale. E tutti concordano sul fatto che cooperare, promuovendo il bene comune, sia la cosa giusta da fare».

Le variazioni sul tema

Sebbene tutte le società sembrino essere d’accordo sulle sette regole morali di base, i ricercatori hanno però registrato delle variazioni nel modo in cui le sette regole sono state classificate, mettendo in evidenza differenti scale di priorità in diverse culture. Gli autori dello studio hanno ora sviluppato un nuovo questionario sui valori morali per raccogliere altri dati: il prossimo passo sarà capire se le variazioni nelle regole morali riscontrate all’interno delle diverse culture riflettano, oppure no, le variazioni nella cooperazione.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.