La musicoterapia aiuta il recupero cerebrale dei neonati prematuri

C’è un modo efficace e non invasivo per stimolare lo sviluppo cerebrale dei bambini nati prematuri

C’è un modo efficace e non invasivo per stimolare lo sviluppo cerebrale dei bambini nati prematuri: fargli ascoltare musica. Non una musica qualsiasi, certamente, ma composizioni ad hoc e, soprattutto, eseguite con il punji, il flato usato dagli incantatori di serpenti indiani. Con questo tipo di musicoterapia, ricercatori dell’Università di Ginevra (UNIGE) e degli ospedali universitari di Ginevra (HUG) sono riusciti ad aumentare la connettività funzionale nei neonati prematuri, riducendone il gap rispetto ai nati a termine.

Dall’utero all’incubatrice, che stress!

Difficoltà di apprendimento, disturbi dell’attenzione o dello spettro emotivo sono comuni nei bambini nati prematuri (tra le 24 e le 32 settimane di gravidanza, circa quattro mesi prima del previsto). Ciò a causa dell’immaturità del cervello alla nascita. Per questa immaturità, e non solo, i neonati prematuri passano i primi giorni di vita in terapia intensiva dentro una incubatrice. Un ambiente controllato e protetto, certo, ma non così tranquillo. In queste culle tecnologiche, infatti, il bambino riceve stimoli inattesi e stressanti (porte che si aprono e si chiudo, rumori e allarmi di macchinari, voci estranee), molto diversi di quelli che ricevono nel grembo materno.

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Redazione People For Planet

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